Disturbi alimentari

I materiali elencati sono disponibili presso la Biblioteca del Centro Studi, Documentazione e Ricerche del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca. L’elenco proposto non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Sono presenti anche pubblicazioni scaricabili on line o in PDF.

Aggiornata a  marzo 2017 – a cura di Lidia Magliano

Mario Salisci, Un corpo educato.  Sport, cultura, società, Franco Angeli, Milano, 2016, pp.117
Il corpo è il centro delle preoccupazioni dell’uomo e della donna occidentali. Occorre renderlo bello, sano e forte per farne un veicolo di socializzazione e un’importante base per una personalità che vuole apparire sicura; ma la grande libertà di “lavorare” sul proprio corpo rivela anche aspetti critici e disequilibri dei sistemi relazionali. Lo sport può avere un ruolo preventivo ed educativo: negli ultimi anni, soprattutto con la sua forma più popolare, il calcio, è divenuto centrale nella nostra società. Lo sport ha legami con la cultura e l’economia e svela una valenza formativa e d’integrazione sociale che difficilmente si riscontrano in altri ambiti. In questo libro si spiega come strutturare percorsi di educazione al corpo equilibrati ed efficaci attraverso un nuovo modo d’interpretare lo sport e la cultura fisica.
Collocazione Biblioteca: 17660

Umberto Pagano, La forza obesogena della globalizzazione, in Salute e società, n. 3 (2016), pp. 158-173
La ricerca condotta sull’analisi statistica di dati provenienti da 160 paesi nel mondo indaga gli effetti della globalizzazione sullo stile di vita della popolazione fornendo diverse informazioni relative all’obesità nelle sue varie forme patologiche e sulle potenzialità terapeutiche. Umberto Pagano lavora presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro.

Rosanna Mazzitelli e Claudio Pierlorenzi, Adolescenti e stili alimentari: un confronto sul tema, in La Rivista di Servizio Sociale, n. 1 (2015), pp. 52-71
Secondo gli autori l’educazione alimentare nel mondo e in Italia risente spesso di cattive abitudini, di informazioni legate al senso comune e di scarse informazioni sull’uso adeguato del cibo. L’attenzione mondiale verso tale tema è in continua crescita ormai da anni e sono molteplici le attività sia di tipo teorico che operativo proposte e realizzate per combattere i problemi sanitari, sociali, psicologici legati ad una cattiva alimentazione e ad uno stile di vita errato. La diretta conseguenza più comune e diffusa di tale problematica è quella dell’obesità.

Laura Romano, Sereno variabile. Ascoltare gli adolescenti e capire quando preoccuparsi, Monti, Saronno, 2014, pp. 110
Questo testo, con un linguaggio semplice e chiaro, conduce i genitori, insegnanti, educatori nel mondo degli adolescenti, illustrando i processi di crescita, il ruolo della famiglia, del gruppo di amici, della scuola. Con particolare attenzione l’Autrice esamina i comportamenti “a rischio” nel campo della sessualità, dell’uso di sostanze stupefacenti, delle condotte alimentari, fornendo preziose indicazioni per decodificare i segnali che, attraverso questi comportamenti, in ragazzi inviano agli adulti. Laura Romano, pedagogista, da anni collabora, in qualità di consulente e formatrice, con strutture e servizi per minori e con scuole di diverso ordine e grado.
Collocazione Biblioteca: 17600

Philippe Jeammet, Comportamenti autodistruttivi in adolescenza, in Psicologia contemporanea, n. 257 (set.- ott. 2016), pp. 28-36
L’autore dell’articolo afferma che i comportamenti autodistruttivi, quali anoressia, ferite e mutilazioni, rappresentano per gli adolescenti un modo per sentirsi padroni della propria vita. I comportamenti autolesivi sono una costruzione subita e si nutrono di delusioni accumulate proporzionali al desiderio sottostante; l’autolesionismo lenisce la sofferenza, come una vera e propria anestesia delle emozioni. Nel contributo che segue, “Nella mente degli adolescenti”, Alberto Oliverio, mette in evidenza i risultati di recenti studi in ambito neuroscientifico secondo i quali il comportamento degli adolescenti associato ad una personalità ribelle, non incline al compromesso e nettamente in contrapposizione al mondo degli adulti, sia dovuto a specifici fattori ormonali e maturativi.

Grazia Attili … [et al.], Trascuratezza emotiva, attaccamento e ansia da separazione nei disturbi alimentari: uno studio su pazienti adolescenti e sui loro genitori, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 2 (giu. 2016), pp. 95-118
Facendo riferimento alle teorie sull’attaccamento, in questa ricerca condotta su un gruppo di pazienti adolescenti con disturbi alimentari, è stata confrontata la trascuratezza emotiva da parte del padre e della madre, esperita da coloro che avevano un tipo di attaccamento insicuro con alta ansia da separazione, versus quella esperita da coloro con un modello operativo interno (IWM) a bassa ansia. Sono stati inoltre investigati gli stili parentali e l’associazione tra IWM ad alta ansia e sintomi psicopatologici. I risultati confermano l’ipotesi che l’attaccamento insicuro sia correlato ad una maggior Costrizione Affettiva e Controllo non Affettivo da parte della madre e legami Deboli-assenti con il padre, inoltre si evidenzia la presenza di più sintomi psicopatologici. Infine, stili distorti di accudimento si associano a IWM ad alta ansia dei genitori stessi.

Maria Cristina Gatto Rotondo, Chiara Cappetti, Chiara Nicolini, Adolescenza e ali-mente-azione: gli “schermi” del corpo. L’esperienza con i gruppi classe, in Gruppi nella Clinica, nelle Istituzioni, nella Società, n. 2 (mag.-ago. 2015), pp. 20-36.
L’articolo illustra il progetto “Giovani e ali-mente-azione”, una ricerca-azione nell’ambito della prevenzione attuata nelle scuole primarie e secondarie di I e II grado, con la finalità di favorire una corretta alimentazione e un salutare stile di vita e di prevenire i disturbi alimentari. A ciascun gruppo classe sono stati proposti tre incontri nei quali è stata sollecitata la partecipazione attiva degli studenti, usando le immagini come oggetto mediatore. Sono stati inoltre proposti a genitori e docenti incontri per presentare e poi condividere il lavoro svolto.

Giulia Barbero Vignola … [et al. ], Obesità e salute: un approccio innovativo per crescere bene, in Studi Zancan,  n. 5 (set.-ott. 2015) – on line, pp. 49-55.
L’obesità è uno dei maggiori problemi di salute pubblica dei nostri tempi, in quanto è in continuo aumento non solo nei paesi ricchi, ma anche in quelli a reddito medio-basso. Inoltre riguarda adulti e bambini. Lo studio “Crescere” qui presentato coinvolge un campione di ragazzi e famiglie, monitorando i ragazzi dagli 11 ai 18 anni: attraverso questionari ed esami clinici vengono approfonditi molti aspetti della loro vita: attività del tempo libero, uso di tv, internet e social network, stato di salute, sviluppo corporeo, relazioni con gli amici, benessere ecc. L’obiettivo è capire come crescono i ragazzi e come affrontano i compiti di sviluppo.

Riccardo Dalle Grave, A Inpatient Cognitive Behaviour Therapy for Anorexia Nervosa. Randomized Controlled Trial, in Psychotherapy and Psychosomatic, n. 6 (ott. 2013), pp. 390-398
Lo scopo di questo studio è quello di confrontare gli effetti immediati e a più lungo termine di due programmi di terapia cognitivo-comportamentale per i pazienti ricoverati con anoressia nervosa, uno focalizzato esclusivamente sulle caratteristiche dei disturbi alimentari dei pazienti e l’altra incentrata anche sull’umore, intolleranza al trattamento, perfezionismo, autostima e difficoltà interpersonali. I pazienti in entrambi i programmi hanno mostrato miglioramenti significativi nel peso, disturbi alimentari e psicopatologia generale.

Christopher G. Fairburn … [et al.], A enhanced cognitive behaviour therapy for adults with anorexia nervosa. UK–Italy study, in Behaviour Research and Therapy, n. 1 (gen. 2013), pp. 9-12
Il trattamento più usato con gli adolescenti con anoressia nervosa è una specifica forma di terapia familiare. Dato che questo trattamento ha alcune limitazioni, sono necessari approcci alternativi. La terapia cognitivo-comportamentale “Enhanced” (CBT-E) è una potenziale candidata, data la sua utilità come trattamento per gli adulti con disturbi alimentari. Lo scopo del presente studio è stato quello di stabilire i risultati immediati e a lungo termine in un gruppo rappresentativo di pazienti con anoressia nervosa grave in una clinica privata.

Roberta Agabio … [et al.] , La dipendenza da cibo: il binge eating disorder, in MDD : Medicina delle Dipendenze, n. 20 (dic 2015), pp.5-64
Questo numero monografico è dedicato alla dipendenza da cibo e, in particolare, al Binge Eating Disorder (BED); disturbo che negli ultimi anni è stato oggetto di parecchi cambiamenti, sia sul piano dell’inquadramento diagnostico, sia sul piano terapeutico, soprattutto farmacologico. Nella monografia sono presi in esame però anche altri strumenti terapeutici quali quello chirurgico e quello psicologico. Si segnalano in particolare i seguenti contributi: “Diagnosi e trattamento del binge eating disorder: un aggiornamento” di F. Amianto et al.; “Terapia farmacologica del binge eating disorder: una revisione della letteratura” di S. di Volo et al.; “Il cioccolato: un cibo o una droga?” di G. L. Gessa; “Dal peso alla misura: un percorso mutuato dalla clinica dell’addiction per i disturbi da alimentazione incontrollata” di S. Monge et al; “Dipendenza da cibo: aspetti di genere” di F. Ciaccio e L. Fattore.; “Configurazioni familiari e cocaina: self-made man, partner e gruppi psicoterapeutici” di P. Scurti.

Giulia Barbero Vignola … [et al. ], Obesità e salute: un approccio innovativo per crescere bene, in Studi Zancan, n. 5 (set.-ott. 2015), pp 49-55
L’obesità è uno dei maggiori problemi di salute pubblica dei nostri tempi, in quanto è in continuo aumento non solo nei paesi ricchi, ma anche in quelli a reddito medio-basso. Inoltre riguarda adulti e bambini. Lo studio “Crescere” qui presentato coinvolge un campione di ragazzi e famiglie, monitorando i ragazzi dagli 11 ai 18 anni: attraverso questionari ed esami clinici vengono approfonditi molti aspetti della loro vita: attività del tempo libero, uso di tv, internet e social network, stato di salute, sviluppo corporeo, relazioni con gli amici, benessere ecc. L’obiettivo è capire come crescono i ragazzi e come affrontano i compiti di sviluppo.

Elisabetta Proiettim, Una Legge nuova per una terapia complessa. Anoressia e bulimia, in Rocca, n. 15 (ago. 2015), pp. 38-40
La nuova proposta di legge della deputata Sara Moretto, che prevede il trattamento sanitario obbligatorio (Tso) anche per i pazienti con gravi disturbi del comportamento alimentare, fa discutere non solo per le implicazioni sanitarie ma anche per quelle di natura sociale e personale.

Kenneth Paul Rosenberg, Laura Curtiss Feder, Dipendenze comportamentali. Criteri, evidenze, trattamento, Edra, Milano, 2015, pp 396
Il testo illustra i criteri utilizzati per diagnosticare le dipendenze comportamentali, i dati di ricerca che le sostengono e i possibili trattamenti. Si tratta di una guida per comprendere le scelte operate nel DSM-5 rispetto alle dipendenze comportamentali e per orientarsi rispetto agli indirizzi futuri. Il DSM-5 ha infatti introdotto la categoria clinica chiamata “dipendenza comportamentale” (esplicitamente quella dal gioco d’azzardo, implicitamente le altre, fra cui il gioco online, l’uso di Internet, il cibo, l’attività sportiva, il sesso e lo shopping compulsivo), ponendo immediate esigenze di aggiornamento professionale per psicoterapeuti e psichiatri. Questo testo cerca di dare risposta alle domande seguenti: in cosa differisce una dipendenza comportamentale da un disturbo del controllo degli impulsi? Quali sono i criteri per determinare che alcuni comportamenti sono dipendenze? Che cosa comportano tali differenze in termini di trattamento efficace?
Collocazione Biblioteca: 17332

Michela Romano, Cinzia Ionata, Arianna Bigarella, Progetto Argo. La Pet Therapy nei disturbi dell’alimentazione, in Psicologia contemporanea, n. 249 (mag.-giu. 2015), pp. 50-55
Una recente indagine esplorativa fornisce indicazioni sulle potenzialità della terapia assistita con gli animali (Pet Therapy) nel miglioramento dell’autostima, delle relazioni interpersonali e della regolazione delle emozioni di adolescenti con disturbi del comportamento alimentare. All’interno di questa cornice si è sviluppato il “Progetto Argo”, un progetto pilota realizzato per 14 pazienti con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, con l’obiettivo di migliorare il processo di autonomia/separazione, regolazione degli affetti e la sintomatologia depressiva-ossessiva.

Giovanni Sabato, Una nuova cura per vecchi problemi. Disturbi alimentari, in Rocca, n. 7 (apr. 2015), pp. 40-42
Lo psichiatra Christopher Fairburn (dell’università di Oxford) e Riccardo Dalle Grave, (responsabile dell’unità di riabilitazione nutrizionale della Casa di Cura di Villa Garda e collaboratore di Fairburn) hanno contribuito a far progredire la teoria transdiagnostica per fronteggiare il problema dei disturbi alimentari. Alla radice di tutto ci sono sempre un’eccessiva considerazione di sé, controllo ossessivo del paziente per il peso e la forma del proprio corpo: dieta estrema, attività fisica compulsiva, episodi bulimici, controllo dell’alimentazione degli anoressici. Da questa visione è nato un nuovo modello terapeutico, la terapia cognitivo comportamentale potenziata, che viene descritta nell’articolo.

Nicoletta Ragonese, Esperienze traumatiche e Disturbo Alimentare dalla nascita all’età adulta, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n.1 (mar. 2015), pp. 5-94
Il presente focus monotematico affronta il tema delle esperienze traumatiche infantili quali fattori di rischio per l’insorgenza dei disturbi del comportamento alimentare. I contributi qui presentati sono accomunati da una lettura dei dati basata sulla Teoria dell’Attaccamento, teoria che rappresenta uno strumento privilegiato per la lettura delle capacità relazionali dell’individuo. Sono presi in considerazione e associati al Disturbo Alimentare alcuni aspetti del sistema di attaccamento: capacità di regolazione affettiva, stile personale, coerenza della mente e capacità riflessiva. L’Adult Attachment Interwiew è utilizzato per la classificazione delle rappresentazioni mentali dell’attaccamento al fine di riportare dati specifici sulla distribuzione dell’attaccamento di tipo insicuro nei vari sottotipi del Disturbo Alimentare (anoressia, bulimia e Binge Eating). Tutti i contributi raccolti nel focus pongono l’accento non tanto sul tipo di esperienza traumatica (trascuratezza, abuso, maltrattamento…), quanto sul vissuto soggettivo del bambino e sulle risposte che mette in atto per superare il trauma. I contributi sono i seguenti: “Il ruolo del trauma infantile nell’insorgenza del Binge eating Disorder” di C. Crisalfi, N. Ragonese, V. Caretti; “Trauma evolutivo e disturbo del comportamento alimentare nella prima infanzia” di N. Ragonese, C. Crisalfi; “Trauma della nascita pretermine e problematiche alimentari precoci” di P. Salvatori, E. Neri, F. Monti, F. Agostini, E. Trombini; “Eating Disorders and Attachment: a Contemporary Psychodynamic Perspective” di G. A. Tasca, L. Balfour.

 A cura di Laura Ciccolini, Domenico Cosenza, Il trattamento dei disturbi alimentari in contesti istituzionali, Franco Angeli, Milano, 2015, pp.173
Scaturito dal lavoro clinico e di elaborazione che ha caratterizzato per un quindicennio l’equipe curante della comunità terapeutica “La Vela” di Moncrivello (VC) per anoressie e bulimie gravi, questo libro coinvolge molti tra i maggiori studiosi ed esperti del trattamento dei disturbi del comportamento alimentare in Italia. L’approccio dell’equipe multidisciplinare integrata ad orientamento analitico viene qui messa a confronto dialettico con altre esperienze istituzionali, comunitarie e ospedaliere, ambulatoriali e residenziali o semiresidenziali, attorno alle scansioni-chiave che caratterizzano la cura del soggetto in anoressia e bulimia.
Collocazione Biblioteca: 17022

Michele Angelo Rugo, Erika Minazzi ; prefazione di Massimo Recalcati, Uno Per tutti, uno per uno. La Cura residenziale dei disturbi del comportamento alimentare, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 217
In questo libro viene descritta l’importanza di un approccio multidisciplinare orientato dalla psicoanalisi e gli effetti terapeutici che tale modalità di cura produce. La condivisione degli spazi e del tempo, il transfert, la convivenza, la presa in carico dei familiari e la riabilitazione psico-nutrizionale, la circolazione della parola e il lavoro negli ateliers, rappresentano le fondamenta del percorso comunitario che i pazienti affrontano per periodi medio-lunghi. L’autrice è psicoterapeuta e dal 2009 presta servizio nella Comunità terapeutica per la cura e la riabilitazione di pazienti con disturbi alimentari di Villa Miralago (Varese).
Collocazione Biblioteca: 17211

Francesco Comelli, I Disturbi psichici nella globalizzazione. Dalla crisi del campo familiare ai sistemi di cura per dipendenze, anoressie e distruttività, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 138
Il testo, rivolto a psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, riflette sul rapporto tra la crisi dei contenitori del soggetto e i suoi disagi psichici. Le esperienze di gruppi di genitori, gruppi multifamiliari, gruppi équipe, gruppi allargati istituzionali, sedute di gruppo monosintomatico per pazienti anoressico-bulimiche presenti nel testo danno conto di uno studio della crisi della famiglia. Con una costante attenzione al rapporto tra psicopatologia e cultura, l’autore propone esperienze cliniche di sistemi di cura innovativi, volti a trasformare il dolore e l’autodistruttività, spesso trasmessi fra generazioni consciamente o inconsciamente in una crescita e in un confronto fra gli “altri” provenienti da altre culture e “noi” occidentali.
Collocazione Biblioteca: 17201

A cura di Walter Milano, I Disturbi dell’alimentazione. Clinica e terapia. Manuale di gestione delle complessità, Giovanni Fioriti, Roma, 2015, pp. 361
Il libro si rivolge agli specialisti e a tutti gli operatori sanitari, ma anche alle persone che hanno poca esperienza delle complesse e insidiose problematiche dei disturbi alimentari, perchè consente di avvicinarsi ai pazienti e di conoscere il delicato e impegnativo lavoro di ascolto, di attenzione e di cura che si deve mettere in atto ogni volta per permettere loro di riappropriarsi della propria vita. Walter Milano è psichiatra endocrinologo.
Collocazione Biblioteca: 17330

Susanna Pizzo e Valentina Massignani, Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione in età evolutiva. Diagnosi, assessment e trattamento, Erickson, Trento, 2014, pp.198
Il volume presenta dal punto di vista tecnico-diagnostico i problemi alimentari, oltre che i veri e propri disturbi alimentari, che si possono manifestare in età precoce, dalla prima infanzia alla pre-pubertà. Affronta anche il tema dell’obesità e le relative implicazioni psicologiche, oltre che condizioni atipiche come alcune disabilità a cui sono associate problematiche alimentari. Il comportamento alimentare, lo sviluppo dell’immagine corporea, le preoccupazioni riguardanti la forma e il peso sono trattati in una prospettiva evolutiva. Il libro rappresenta un valido strumento per la diagnosi e l’intervento riguardo i principali problemi dell’alimentazione e della nutrizione del bambino fin dalla nascita. Collocazione Biblioteca: 16960

Suzanne Fraser, David Moore, Helen Keane, Habits: Remaking Addiction, Palgrave MacMillan, Basingstoke, UK, 2014, pp.272
Che cos’è la dipendenza? Cosa ci dice di noi, della nostra organizzazione sociale e delle nostre preoccupazioni politiche? Come stanno cambiando le idee sulla dipendenza e le risposte al fenomeno? Cos’è in gioco in questi nuovi sviluppi? Queste sono le domande a cui il libro cerca di dare una risposta. Attraverso l’uso della teoria STS (Science and Technology Studies) e di una impressionante mole di dati empirici internazionali, comprendenti interviste, documenti politici e letteratura scientifica, questo libro esamina tre aree in crescita a cui si attribuisce il termine dipendenza: la temuta epidemia di metanfetamine, le nuove preoccupazioni sul binge drinking giovanile e la crescita della dipendenza dal cibo. Come viene riformulata la dipendenza nei nuovi dibattiti sulle droghe stimolanti, l’alcol e i cibi “altamente gradevoli al gusto” come lo zucchero? Come può contribuire a queste definizioni la conoscenza scientifica? Questo libro dimostra che la dipendenza è un’abitudine con molte facce.
Collocazione Biblioteca: 16839

Cecilia Daddi, Sara Rossi, Processi alessitimici nell’anoressia nervosa: un’ipotesi di intervento con l’Emotionally Focused Family Therapy, in Terapia familiare, n. 105 (lug. 2014), pp. 25-52
L’ipotesi basilare di questo lavoro è che i DCA e i comportamenti/atteggiamenti relazionali correlati sono indicatori di particolari strategie emotive. In particolare, viene presa in considerazione l’anoressia come indicatore di una strategia di regolazione affettiva evitante, con riferimento a processi dissociativi alessitimici, sviluppati tramite relazioni di attaccamento precoci insicure. Alla luce di tali premesse teoriche, gli autori ipotizzano una particolare efficacia di trattamento, tramite approcci riferiti alle Attachment-related therapy e alle Affective balance therapy. Viene quindi esaminato come esempio in tal senso la EFFT (Emotionally Focused Family Therapy), la cui efficacia è discussa e collegata a ipotesi teoriche e ricerche empiriche relative a processi evolutivi e intersoggettivi di regolazione affettiva.

Veronica Gravier, A Benedetta Parodi, in Pedagogika.it, n. 2 (apr.-giu. 2014), pp. 85-89
L’autrice, laureata in Scienze Pedagogiche, analizza il programma televisivo di cucina “I menu di Benedetta” facendo emergere l’ambivalenza delle richieste che vengono rivolte alla donna circa il proprio ruolo nella famiglia e nella società. Da un lato il programma aderisce all’immagine stereotipata della donna e del rapporto tra i generi, ingabbiando uomo e donna nei ruoli di genere tradizionali. Dall’altro lato, il linguaggio parlato, ma soprattutto corporeo della conduttrice, forniscono l’immagine di una donna di successo, riuscita a dimagrire durante un anno di trasmissione: la magrezza diviene simbolo di self control, autonomia, successo, una sorta di rinuncia ascetica ai piaceri in una cucina piena di cibo. Il programma tenta di conciliare le due rappresentazioni della donna nell’immagine della donna multitasking, la cui radicalizzazione estrema, secondo l’autrice, è l’anoressia che trova così la sua giustificazione sociale.

Caterina Lombardo … [et al.], Perfezionismo e impulsività nella bulimia purgativa e nell’anoressia restrittiva, in Rassegna di Psicologia, n. 1 (2014), pp. 25-38
Scopo della ricerca è di esaminare eventuali differenze tra pazienti con diagnosi di disturbi alimentari ed altri non soggetti a questa patologia nelle prove di valutazione del perfezionismo e dell’impulsività, indagando anche i diversi sottogruppi compresi nella categoria dei disturbi alimentari. A 66 pazienti e a 52 ragazze del gruppo di controllo sono stati somministrati i questionari di valutazione del perfezionismo (MPS-F e MPS-HF), dell’impulsività (BIS-II) e dell’alimentazione (DEQ, EAT 26). Nell’articolo vengono presentati i risultati ottenuti.

Silvia Cimino … [et al.], Il Ruolo di esperienze traumatiche e di vissuti dissociativi nello sviluppo di disturbi del comportamento alimentare in adolescenza: uno studio empirico, in Rassegna di Psicologia, n. 1 (2014), pp. 39-55
Scopo della ricerca è di valutare l’impatto di situazioni stressanti e/o traumatiche sull’esordio di comportamenti alimentari inadeguati in soggetti in età adolescenziale, approfondendo l’eventuale presenza di vissuti dissociativi. Sono stati somministrati tre questionari: Eating Attitude Test, Adolescent Dissociative Experiences Scale, Inventario degli eventi stressanti e/o traumatici della vita, a un campione scolastico e a un campione clinico di età compresa tra i 14 e i 20 anni. Nell’articolo vengono presentati i risultati ottenuti.

Walter Fratta … [et al.], Endocannabinoidi e psicopatologia, in MDD: Medicina delle Dipendenze, n. 13 (mar. 2014), pp. 5-47
Il tema della monografia riguarda il possibile ruolo del Sistema Endocannabinoide nella fisiopatologia dei disturbi psichiatrici. I recettori cannabinoidergici CB1 sono, tra tutti i recettori conosciuti, quelli maggiormente espressi a livello del Sistema Nervoso Centrale e questo fa presupporre che il Sistema Endocannabinoide sia coinvolto nella regolazione di molteplici funzioni: controllo dell’umore, del comportamento, delle funzioni cognitive e delle emozioni. In particolare il terzo articolo riguarda il ruolo del Sistema Endocannabinoide nella regolazione del comportamento alimentare e nell’eziopatogenesi dei disturbi alimentari, in cui sarebbe oltremodo importante la potenzialità terapeutica di agenti cannabinoidi.

Christopher G. Fairburn, Vincere le abbuffate. Come superare il disturbo da binge eating, Cortina, Milano, 2014, pp.235
L’autore, un’autorità riconosciuta nell’ambito dei disturbi alimentari, fornisce tutte le informazioni necessarie a comprendere i problemi di “binge eating” e a controllarli. Il metodo, sperimentato su molti pazienti, si è dimostrato valido utilizzato sia da solo sia con il sostegno esterno di un terapeuta. Il manuale è di facile lettura, non è prevista una dieta rigida, che fallisce quasi sempre, ma una serie di piccoli passi per abbandonare in modo ragionevole l’abitudine di assumere cibo in modo meccanico; come superare l’impulso ad abbuffarsi; come sviluppare strategie efficaci per mantenere nel tempo una nuova relazione con il cibo e con il corpo.
Collocazione Biblioteca: 17082

Jean Claude Maes … [et al.], Différentes figures de l’addiction, in Psychotropes, n. 1-2 (2014), pp. 11-151 Il 31 gennaio e il 1° febbraio 2014 si è tenuto a Bruxelles un convegno organizzato da J.C. Maes sulle diverse configurazioni della dipendenza. Questo convegno proponeva la presentazione di undici dipendenze diverse, tra le quali quella alimentare, allo scopo di definirne i punti in comune e le differenze. E’ partendo da alcune comunicazioni di questo incontro che la rivista ha deciso di pubblicare il dossier di questo numero.

A cura di Sabina Albonetti, Maria Monica Ratti, Lucio Sarno, Dentro l’adolescenza. Lo Psicologo clinico nel contesto scolastico, Franco Angeli, Milano, 2014, pp.189
Psicologi, educatori, insegnanti e genitori sono chiamati a confrontarsi con ragazzi che a volte mostrano, ma sempre più spesso celano, forme di sofferenza che sembrano assumere sfumature sempre più complesse. In alcuni casi questo disagio assume un significato clinico, che richiede una precoce individuazione dei fattori di rischio di psicopatologia e di comportamenti devianti, dei quali il volume offre una visione complessa ma comprensibile anche a coloro che si trovano coinvolti nella sfida e nell’esigenza di crescere un figlio. Nello stesso tempo il testo vuole rispondere all’esigenza di mettere a disposizione di studenti, psicologi e operatori coinvolti nella gestione dell’educazione e della cura degli adolescenti specifiche tecniche descritte e applicabili nella scuola e nei contesti all’interno dei quali è necessario un intervento sul gruppo di adolescenti. Un capitolo è dedicato al rapporto dell’adolescente col proprio corpo e ai disturbi alimentari.
Collocazione Biblioteca: 16943

Roberto Pani, Astrid Sciuto, Le compulsioni psicopatologiche. Tra controllo degli impulsi e dipendenza, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 155
Gli studi internazionali affermano che le compulsioni sono in costante aumento nel mondo, e non solo tra le giovani generazioni. Si tratta di dipendenze psicologiche legate alla mancanza di controllo degli impulsi che nella loro coazione a ripetere, intensa e costante, diventano patologiche nel comportamento e nell’interiorità delle persone che le praticano. Le compulsioni di nuova generazione si sono fatte sentire prima nel Nord Europa, con i disturbi alimentari. Le vecchie compulsioni sono invece ringiovanite, come ad esempio il gioco d’azzardo, riproposto con varie modalità in vari luoghi. La piromania, la cleptomania, l’autolesionismo e oggi le compulsioni (e non le ossessioni) sono aumentate in varie forme in modo esteso, diventando sempre più numerose. Il volume intende offrire una panoramica delle compulsioni psicopatologiche, utile non solo per gli addetti ai lavori – psichiatri, psicologi clinici, psicoanalisti – ma anche per gli studenti che si avvicinano a queste tematiche.
Collocazione Biblioteca: 16824

 Gustavo Pietropolli Charmet, La paura di essere brutti. Gli adolescenti e il corpo, Cortina, Milano, 2013, pp. 148
Un numero crescente di adolescenti teme che il proprio corpo sia inadeguato a sostenerli nella ricerca del successo sentimentale e sociale. Hanno paura di essere brutti. Non è vero. Alcune ragazze graziose si convincono di non piacere e decidono di modificare il proprio corpo con diete spietate o correndo fino allo sfinimento. Non sono brutti nemmeno i ragazzi che si accaniscono contro un corpo giudicato troppo esile, forzandolo a sviluppare masse muscolari gonfiate da integratori di dubbia composizione. Gustavo Pietropolli Charmet, grande clinico e tra i massimi studiosi dell’età evolutiva, illustra la natura e il destino della fallimentare relazione degli adolescenti con il corpo, quando viene giudicato dal punto di vista dei crudeli ideali di bellezza che i ragazzi assorbono dai modelli della società del narcisismo.
Collocazione Biblioteca: 16640

Laurie Penny, Meat Market. Carne femminile sul banco del capitalismo, Settenove, Cagli, 2013, pp. 94
L’autrice, giornalista e scrittrice britannica, sostiene in questo breve saggio che il nuovo capitalismo emargina il corpo femminile e lo controlla. Le donne sono, a un tempo, consumatrici e consumate. Nei quatto capitoli del libro su sessualità, disordini alimentari, capitale di genere e lavoro domestico, l’autrice svela le azioni di mercificazione del corpo sopravvissute a decenni di battaglie culturali per l’emancipazione femminile con la scusa, fallace, dell’ironia. Il volume non si perde in un’apologia del femminismo, ma ne evidenzia le mancanze in epoca moderna, affrontando il tema della prostituzione, dello status delle donne transessuali e della tratta di lavoratrici sottopagate nel mercato del lavoro domestico, nella speranza di una progressione rapida del femminismo che includa tutti gli aspetti politici e pratici dell’oppressione femminile.
Collocazione Biblioteca: 16626

A cura di Antonio Ciocca, Stefania Marinelli, Federico Dazzi, Anoressie: patologie del sé corporeo, Franco Angeli, Milano, 2013, pp. 232
Il testo esplora, da punti di vista diversi, i principali aspetti psico-patologici, clinici e terapeutici delle anoressie e dei disturbi collegati, fino alle pratiche estreme di body art. Le sole ragioni estetiche, sociali e culturali non sono sufficienti a spiegare fenomeni così inquietanti che ci mostrano come il nostro corpo possa diventare estraneo o nemico di noi stessi al punto da spezzare la nostra identità. Negli sviluppi più attuali della psicoanalisi il corpo è visto come presenza attiva che manda segnali, che si fa sentire, che rivela l’esperienza dell’io difronte ai suoi bisogni.
Collocazione Biblioteca: 16566

 A cura di Giorgia Margherita, Anoressie contemporanee. Dal digiuno ascetico al blog Pro-Ana, Franco Angeli, Milano, 2013, pp. 239
L’anoressia, da sempre oggetto di indagini teoriche e cliniche, oggi assume alcune particolari connotazioni che possono essere declinate come “varianti contemporanee”. La condizione anoressica, un tempo circoscritta alle ragazze adolescenti, comincia a presentarsi in età precoce e, nella sua variante inversa, in giovani maschi. Non solo: sul piano psichico e relazionale alcuni processi collegati all’uso del virtuale e dei nuovi media, sembrano configurare alcuni scenari che ci costringono a ripensare alla complessità dell’anoressia con tutti i suoi misteri. L’osservazione dei siti e dei blog Pro-Ana mostra una nuova e dirompente modalità di condivisione “gruppale” tra adolescenti che aderiscono alla filosofia della Dea Ana, promuovendo uno stile di vita anoressico. Il testo, con il supporto di più interventi, discute le implicazioni di questo fenomeno, in rapida espansione anche in Italia ma ancora poco conosciuto ed esplorato dalla letteratura scientifica.
Collocazione Biblioteca: 16517

 Rachel Bryant-Waugh, Bryan Lask; a cura di Roberto Ostuzzi, Disturbi alimentari. Guida per genitori e insegnanti, Erickson, Trento, 2013, pp. 170
I problemi legati all’alimentazione sono in continuo aumento tra i giovanissimi. In alcuni casi, si tratta di disturbi di breve durata, che si risolvono in fretta e senza conseguenze; in altri, come l’anoressia, il problema è ben più serio. Oltre a chi ne soffre, il disturbo alimentare coinvolge in prima persona i genitori — i quali, di fronte al problema del figlio, spesso non sanno come reagire — e, nel periodo scolastico, gli insegnanti. Questo libro è rivolto a tutti i genitori e gli insegnanti preoccupati dalle modalità alimentari del proprio figlio o alunno. Esso fornisce utili ed efficaci consigli per l’individuazione precoce del disturbo e il successivo trattamento, distinguendo fra tutta la gamma delle patologie alimentari che colpiscono adolescenti e preadolescenti (sia maschi che femmine): anoressia, bulimia, alimentazione selettiva, alimentazione restrittiva, fobia alimentare, evitamento emotivo del cibo, iperalimentazione compulsiva.
Collocazione Biblioteca: 16314

 A cura di Bernardo Cattarinussi, Non posso farne a meno. Aspetti sociali delle dipendenze, Franco Angeli, Milano, 2013, pp. 253
La dipendenza può trasformarsi da perenne condizione umana in un qualcosa di imprescindibile e ossessionante. In questi ultimi anni, accanto a forme tradizionali di dipendenza chimica o da sostanze si stanno sviluppando alcune dipendenze collegate alla ripetitività compulsiva di comportamenti normali, quali il gioco, lo sport, il lavoro, il consumo, l’alimentazione, i legami affettivi e sessuali. Il volume intende tracciare per ogni dipendenza un breve profilo storico, esaminare i principali approcci teorici che se ne sono occupati, ipotizzare le pur sfuggevoli dimensioni statistiche, riportare le risultanze di eventuali ricerche qualitative e quantitative, mettere in rilievo le dimensioni più propriamente sociali e segnalare alcuni degli strumenti terapeutici più utilizzati. Il curatore insegna Sociologia presso l’Università di Udine.
Collocazione Biblioteca: 16285

A cura di Ignazio Senatore, I disturbi del comportamento alimentare. Clinica, interpretazioni e interventi a confronto, Franco Angeli, Milano, 2013, pp. 268
In questi ultimi anni i disturbi della condotta alimentare hanno subìto notevoli cambiamenti. Se fino agli inizi degli anni Settanta riguardavano prevalentemente pre-adolescenti appartenenti a un ceto sociale agiato o medio alto, in questi decenni è esponenzialmente cresciuto il numero di anoressiche bambine e di signore di mezz’età che, dopo un periodo relativamente silente, hanno nuovamente adottato dei comportamenti di tipo anoressico/bulimico. E se qualche decennio fa il numero di pazienti di sesso maschile e quello relativo alle pazienti di estrazione proletaria era statisticamente poco significativo, ai giorni nostri assistiamo ad una vera e propria rivoluzione sociale. Scopo di questo volume è capire come si muovono e come agiscono i massimi esperti nazionali che, da anni, sono impegnati nel campo. Ciascuno di loro risponde qui ad una serie di domande. Collocazione Biblioteca: 16004

A cura di Giovanni De Virgilio … [et al.], Lo stato dell’arte e le prospettive nella gestione dei DCA a un anno dalla Conferenza nazionale di consenso. Istituto Superiore di Sanità. Roma, 30 ottobre 2013. Atti, Istituto Superiore di Sanità, Roma, 2013, pp. 79
La problematica dei DCA ha ricevuto negli ultimi anni una sempre maggiore attenzione sia sul versante scientifico sia sul versante mediatico. Tuttavia, come è emerso dai lavori della “Conferenza di consenso sui di disturbi del comportamento alimentare – DCA”, promossa dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla AUSL 1 dell’Umbria, con la collaborazione e il patrocinio del Ministero della Salute, tenutasi il 24 e 25 ottobre 2012, a oggi mancano dati epidemiologici certi e uniformi sulla diffusione del fenomeno e sull’utilizzo dei servizi sanitari. Inoltre, gli interventi di prevenzione non sono sempre basati su prove di efficacia. Infine, mancano protocolli per la diagnosi, la terapia e la riabilitazione basati su conoscenze validate condivise dalla comunità scientifica, con la conseguenza di una forte disomogeneità nella pratica clinica, organizzativa e gestionale. Lo scopo del Convegno è stato quello di presentare lo stato dell’arte nella gestione dei DCA a livello regionale e aziendale e le prospettive di utilizzo delle raccomandazioni emerse dalla Conferenza di consenso a un anno dalla celebrazione della stessa.

Carlo Tomasetto, Vanessa Privato, Il peso dello stigma: gli effetti di stereotipi e pregiudizio sulla salute delle persone obese, in Psicologia della Salute, n. 3 (dic. 2013), pp. 75-99
Le persone obese costituiscono una delle categorie sociali più colpite da stereotipi, pregiudizi e discriminazioni. In questa rassegna gli autori descrivono gli studi che, in particolare negli ultimi dieci anni, hanno documentato l’impatto negativo dello stigma legato al peso sulla salute e sul benessere psico-fisico delle persone obese. Verranno illustrati lavori correlazionali e sperimentali che evidenziano come, a parità di sovrappeso, le esperienze di stigmatizzazione e di discriminazione percepita riducano il benessere psicologico, incrementino il rischio di patologie organiche correlate all’obesità e riducano la probabilità di adottare comportamenti alimentari corretti e un livello di esercizio fisico adeguato. Verranno inoltre discussi i lavori che individuano negli atteggiamenti negativi e nei comportamenti discriminatori (o percepiti come tali) del personale medico un possibile ostacolo alla fruizione dei servizi sanitari da parte delle persone obese. L’insieme dei risultati suggerisce l’importanza di prevedere, nella progettazione di interventi di prevenzione e riduzione del sovrappeso, azioni di contrasto allo stigma e di supporto psico-sociale per le persone che ne sono colpite.

Francesca Aveni, Amenorrea e anoressia. Significati simbolici e immagine del corpo, in Psicobiettivo, n. 2 (mag.-ago. 2013), pp. 75-81
L’autrice analizza da molteplici punti di vista il problema dell’amenorrea nelle adolescenti anoressiche . Sottolinea gli aspetti biologici, collegabili con lo stato di denutrizione, ma valorizza soprattutto i significati simbolici riferibili a un disagio nel vivere il corpo e, in particolare, il corpo sessuato, che rimanda a una più profonda difficoltà di assunzione dell’identità di genere. Il problema in generale dell’immagine del corpo viene, infine, valutato nel contesto culturale di una società in cui il corpo femminile è omologato a modelli mass mediologi, dominati dal mito dell’eterna giovinezza.

Franco Di Maria, Ivan Formica, Davide Ruvolo, Tra i sogni dell’anoressia… , in Psicologia contemporanea. n. 237 (mag.-giu. 2013), pp. 52-55
Gli autori, psicologi e docenti universitari, esplorano il tema del sogno negli individui affetti da disturbi alimentari, ritenendo che l’attività onirica possa gettare una luce sull’universo simbolico e narrativo dei pazienti al fine di arricchirne il quadro fenomenologico e sintomatico.

A cura di Katia Provantini, Elena Riva, Padri, madri e figli adolescenti. Da Edipo a Narciso, vent’anni nel labirinto del Minotauro, Rizzoli Corriere della Sera, Milano, 2012, pp. 387
La gran parte dei saggi presenti in questo libro è stata scritta in occasione del III Convegno sull’adolescenza, organizzato dall’Istituto Minotauro a Milano, nel 2005. E’ infatti sull’adolescenza, quest’età critica e mutevole, paradigma di una società liquida e immatura, che si concentra l’attività clinica e scientifica dell’Istituto Minotauro. Le curatrici propongono una testimonianza delle esperienze maturate nel suo laboratorio, offrendo uno spaccato dei temi fin qui trattati da angolature diverse: dalla comparsa della nuova famiglia affettiva alle difficoltà della scuola, dai disturbi alimentari ai figli antisociali. Quando si parla di padri e figli, si parla sempre di codici affettivi da interpretare, integrare e bilanciare. E’ questa la grande sfida che attende ogni generazione. Collocazione Biblioteca: 16755

 

Sitografia

Siti istituzionali:
Progetto BIOVEDA (BIObanca Veneta per i Disturbi alimentari), Università di Padova
Centro Disturbi del Comportamento Alimentare e del Peso della ULSS 10 Veneto Orientale
www.ulss10.veneto.it/servizi/disturbi_alimentari/servizio

Associazioni professionali:
European Council on Eating Disorder
www.eced.co.uk/
Academy for Eating Disorders – USA
www.aedweb.org/index.php/about-aed/our-mission
Eating Disorders Research Society – USA
www.edresearchsociety.org/web/index.php
American Psychiatric Association, DSM-Development
www.dsm5.org/Documents/Eating%20Disorders%20Fact%20Sheet.pdf
European Association for the Study of Obesity
easo.org/
Società Italiana di Medicina Interna
Società Italiana Psicopatologia dell’Alimentazione
psicopatologiaalimentazione.it/per-i-familiari/cosa-sono-i-disturbi-alimentari/
Federazione Italiana Disturbi Alimentari
www.fidadisturbialimentari.com/
Società Italiana Obesità
sio-obesita.org/

Riviste:
www.sciencedirect.com/science/journal/14710153 – Eating Behaviors
www.tandf.co.uk/journals/titles/10640266.asp – Eating Disorders – The Journal of Treatment and Prevention
link.springer.com/journal/40519 – Eating and Weight Disorders – Studies on Anorexia, Bulimia and Obesity
onlinelibrary.wiley.com/journal/10.1002/(ISSN)1099-0968 – European Eating Disorders Review
onlinelibrary.wiley.com/journal/10.1002/(ISSN)1098-108X – International Journal of Eating Disorders
www.stateofmind.it/tag/disturbi-alimentari-dca/ – State of Mind. Il giornale delle scienze psicologiche
sio-obesita.org/new-sio/ – New SIO (Società Italiana Obesità)
www.sio-obesita.org/Standard.pdf – Standard per la cura dell’obesità

Altri:
www.aliceperidca.it/ – Associazione Alice
www.fenicelazionlus.org/home.html – Associazione Fenice Lazio
www.foban.org/w/?page_id=56 – Fondazione FOBAN