Aggiornata a marzo 2020 – a cura di Paola Moriondo

I materiali elencati sono disponibili presso la Biblioteca del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento. L’elenco proposto non esaurisce quanto contenuto nel catalogo bibliografico sul tema in oggetto.

Se interessati si può consultare anche la bibliografia e filmografia su educazione alla legalità e la bibliografia sulla corruzione.

I percorsi tematici proposti sono i seguenti:

Studi e inchieste sulle mafie

Alessandra Dino … [et al.], Cosa cova. Mafia siciliana, in La Via Libera, n. 1 (gen.- feb. 2020), pp. 21-48
Il dossier intende comprendere e descrivere l’attuale configurazione di Cosa nostra, tenendo conto delle sue dimensioni identitarie, radicate su fatti, eventi e intersezioni assolutamente unici. Gli argomenti trattati variano dalle stragi degli anni Novanta alla situazione odierna, di confusione e incertezza, alla mafia “borghese” di Trapani legata al mondo dell’imprenditoria locale, all’infiltrazione dell’antimafia trasformata in sistema di potere, alla stidda di Ragusa e Caltanissetta, alla gestione illegale del ciclo dei rifiuti, alla corruzione dilagante, alla autorappresentazione della mafia dalla musica dei neomelodici all’uso dei social.

9788865792025_0_0_482_75Marcello Ravveduto, Lo spettacolo della mafia. Storia di un immaginario tra realtà e finzione, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 2019, 204 p.
Si tratta dell’immaginario sulla mafia. Dal cinema alle serie tv, passando per internet e i social media fino ai negozi di moda, il volume analizza la costruzione e l’evoluzione della narrazione mafiosa attraverso la comunicazione nel nuovo millennio. Un saggio che approfondisce l’immaginario mafioso e come questo abbia influito sulla nostra percezione della criminalità.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.464

Floriana Bulfon ; prefazione di Giuseppe Pignatone, Casamonica. Storia segreta. La violenta ascesa della famiglia criminale che ha invaso Roma, Milano, Bur Rizzoli, 2019, 293 p.
Il libro rappresenta la prima inchiesta sulla storia criminale del momento, che coincide in modo inquietante con la storia di Roma degli ultimi trent’anni. Il testo racconta le gesta della famiglia Casamonica, le violenze, il folklore e le dinamiche criminali utilizzando gli atti giudiziari -ricchissimi di intercettazioni- e la testimonianza diretta dell’autrice, che ha vissuto infiltrata nel loro territorio ed è riuscita ad entrare nella loro “reggia” di Porta Furba, per conoscerli di persona nel cuore della famiglia.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.467

Leonardo Palmisano, Ascia nera. La brutale intelligenza della mafia nigeriana, Roma, Fandango, 2019, 217 p.
L’autore affronta in una inchiesta sul campo la schiavitù sessuale e la tratta degli esseri umani incontrando una delle organizzazioni più pericolose degli ultimi anni. La chiamano Black Axe, Ascia Nera, ed è nata negli anni Settanta all’università di Benin City, in Nigeria, come una confraternita di studenti. All’inizio è una gang a metà tra un’associazione religiosa (li chiamano culti) e una banda criminale, che stabilisce riti d’iniziazione e impone ai suoi affiliati di portare un copricapo, un basco con un teschio e due ossa incrociate, come il simbolo dei corsari. Oggi invece è una nuova mafia e i tentacoli di questa organizzazione sono arrivati anche in Italia, dove i boss nigeriani hanno iniziato a dettare legge nei sobborghi delle nostre città
Collocazione Biblioteca: MAF.01.462

41DoFb9fO4LGiuseppe Pignatone, Michele Prestipino, Modelli Criminali. Mafie di ieri e di oggi, Bari, Laterza, 2019, 218 p.
Giuseppe Pignatone e Michele Prestipino, entrambi magistrati, svelano le caratteristiche e le trasformazioni delle organizzazioni mafiose di cui si sono occupati nella loro lunghissima esperienza da Palermo a Reggio Calabria, fino alle più recenti inchieste che hanno coinvolto la capitale. Il libro analizza il dna della mafia siciliana e di quella calabrese: la struttura organizzativa su cui entrambe si fondano, la ‘famiglia’ in cui si entra mediante cerimonie solenni e, infine, il sistema di relazioni che le collegano a soggetti esterni (imprenditori e manager, esponenti politici, uomini della burocrazia, liberi professionisti). Un’ampia parte – aggiornatissima alle ultime decisioni dei giudici romani – è dedicata alla presenza della mafia nel Lazio e nella capitale. Dalle vicende romane si prende spunto per affrontare un aspetto oggi centrale nelle pratiche mafiose: l’utilizzo sistematico dei metodi corruttivi e collusivi, senza mai dimenticare che mafia e corruzione sono due cose diverse. Infine gli autori prendono in esame gli scenari più recenti e di frontiera della criminalità economica, particolarmente preoccupanti perché l’espansione delle mafie e la penetrazione dei capitali illeciti nell’economia legale mettono in pericolo le basi stesse della vita democratica.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.473

Marisa Manzini ; prefazione di Otello Lupacchini, Fai silenzio ca parrasti assai. Il potere delle parole contro la ‘ndrangheta, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino, 2018, 164 p.
La ‘ndrangheta è un “elemento costitutivo della società calabrese”; le famiglie di ‘ndrangheta sono cellule della società e, come tali, respirano la stessa aria. Sono cellule malate, però, che si nutrono della parte sana della collettività, dissanguandola. La forza della ‘ndrangheta sta nell’omertà, nella capacità di impedire che si parli della crudeltà e della prepotenza che la contraddistinguono. Il silenzio, a volte determinato dalla paura, altre volte dalla indifferenza o, ancora, dalla vicinanza, ne ha consentito diffusione e consolidamento anche al di fuori dei confini nazionali. È la forza della parola, il coraggio di denunciare, che potrà distruggerla. Le parole fanno paura, ecco perché un capo, Pantaleone Mancuso, atterrito, perde il controllo, nel corso di una udienza in cui è imputato e urla al suo Pubblico Ministero: «Fai silenzio, fai silenzio, fai silenzio ca parrasti assai, hai capito ca parrasti assai, fai silenzio ca parrasti assai.» Espressione dello stato d’animo di un boss che comprende che il muro che ha costruito per la protezione sua e della sua famiglia sta per essere infranto dal coraggio di chi usa la parola.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.461

Daniele Poto, Lo sport tradito. 37 storie in cui non ha vinto il migliore, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 2019, 206 p.
Il testo illustra vicende note e sconosciute, storie di sport, gare e traguardi in cui non sono stati i migliori a vincere. L’autore, giornalista sportivo, impegnato nell’associazione Libera, passa in rassegna diverse discipline sportive, portando alla luce gli scandali degli ultimi anni: dalle competizioni truccate all’aggiudicazione di Giochi olimpici e di Mondiali di calcio, sino ai casi di doping o di gare truccate. Sul tema si consultino anche: Andrea Bulgarella, con Giacomo Di Girolamo, La partita truccata. Mafia, giustizia, banche, poteri forti: una storia italiana, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2017, 160 p. (Coll. Bibl.: MAF.04.576); Sebastiano Alicata, Mister D. Il doping e la manipolazione dello sport professionistico, Catania, Villaggio Maori, 2018, 115 p. (Coll. Bibl.:18604)
Collocazione Biblioteca: 18256

Borrometicoverpiatto-350x551Paolo Borrometi, Un morto ogni tanto. La mia battaglia contro la mafia invisibile, Milano, RSC Media Group, 2018, 264 p.
L’autore, giornalista e presidente di “Articolo 21”, tratta i temi dello sfruttamento e della violenza che si nascondono dietro la filiera del pomodorino Pachino Igp, delle compravendita di voti, del traffico di armi e droga, delle guerre tra i clan per il controllo del territorio. Le inchieste raccontate in questo libro compongono il quadro chiaro e allarmante di una mafia sempre sottovalutata, quella della Sicilia sud-occidentale.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.566

A cura di Altalex, Codice antimafia. D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159, [s.l.], Altalex, 2018, 63 p.
Testo coordinato del Codice Antimafia (D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159) aggiornato, con le modifiche apportate, da ultimo, dal D.L. 4 ottobre 2018, n. 113, dal D.L. 25 luglio 2018, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla Legge 21 settembre 2018, n. 108 e D.Lgs. 18 maggio 2018, n. 54. Il Codice Antimafia è divenuto il punto di riferimento completo per semplificare l’attività di chi lo consulta e migliorare l’efficienza delle procedure di gestione, destinazione ed assegnazione dei bei confiscati. Il testo, in PDF e on line, raccoglie tutta la normativa vigente in tema di misure di prevenzione. Disponiamo anche del testo in cartaceo, aggiornato però a dicembre 2017 (Coll.Bibl. MAF.03.125)

Maurizio Gronchi, Angela Trentini, La speranza oltre le sbarre. Viaggio in un carcere di massima sicurezza, Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo, 2018, 175 p.
Il libro nasce da un’inchiesta nel super carcere di Sulmona, dove scontano l’ergastolo ostativo i più feroci criminali del nostro Paese, tra i quali la giornalista Angela Trentini ha incontrato alcuni condannati per le stragi e gli omicidi mafiosi più eclatanti. La drammatica esperienza del carcere “senza speranza” viene affrontata anche in alcuni interventi di Papa Francesco, riportati e commentati dal Presbitero della diocesi di Pisa, Maurizio Gronchi. Un capitolo infine dà la parola ai familiari delle vittime: Nando dalla Chiesa, Manfredi Borsellino e Maria Falcone.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.451

Chiara Sasso, Riace, una storia italiana, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 2018, 191 p.
Il libro racconta i recenti avvenimenti che hanno coinvolto il sindaco di Riace e la sua lotta contro gli interventi della politica nazionale, con una ricostruzione storica fin dagli anni novanta del secolo scorso. È un resoconto dettagliato e preciso di fatti oggetto di cronaca riferiti dai mezzi d’informazione di stampa e televisivi che hanno suscitato discussioni e polemiche.
Collocazione Biblioteca: 18207

Piero Ferrante … [et al.], Dossier Puglia, in Narcomafie, a. 24, n. 5-6 (set.-dic. 2017), pp. 21-53
Fabbriche abbandonate e terre fertili trasformate in discariche dalle mafie locali. Caporalato, contrabbando, lupare bianche ed estorsioni. Queste sono le immagini di una Puglia lontana dalle cartoline patinate: un territorio in cui per anni si è finto che violenza e omertà fossero “questioni di pastori” e non la pervasività di una mafia sempre più aggressiva. Vi è però, ora, una parte della società civile pronta a riconoscere il fenomeno, a reagire e a ricucire un nuovo tessuto sociale in grado di contrastarlo.

mafia dopo le stragiAttilio Bolzoni … [et al.], La mafia dopo le stragi. Cosa è oggi e come è cambiata dal 1992, Milano, Melampo, 2018, 181 p.
Totò Riina è morto con tutti i suoi segreti e la mafia delle stragi non c’è più: è finita un’epoca. Sono passati più di venticinque anni dalle uccisioni di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, ma oggi sappiamo tutto e niente. Le mafie hanno preso altre forme, sono élite criminali che puntano ad accorciare le distanze fra mondo legale e mondo illegale. Sono diventate apparentemente sempre meno aggressive e sempre più “collusive”, attraenti. Il volume raccoglie una serie di contributi di diversi autori, suddivisi in due parti: 1) L’estate delle bombe; 2) Dov’è? Dove si nasconde? Si veda anche: Franca Imbergamo, Sciogliere il nodo delle stragi, in Narcomafie, n. 2 (mar.-apr. 2017), pp. 20-23
Collocazione Biblioteca: MAF.01.437

Roberto P. Violi, Storia di un silenzio. Cattolicesimo e ‘ndrangheta negli ultimi cento anni, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2017, 237 p.
Il rapporto tra religione cattolica e ‘ndrangheta è ricostruito in base a una ricerca storica, condotta su fonti d’archivio e su diversi organi di stampa. Il libro affronta aspetti istituzionali, sociali e politici della storia del cattolicesimo, individuando una pluralità di campi e condizioni di sue compromissioni con la mafia nell’area meridionale della Calabria: il ruolo esercitato dal clero nelle comunità locali; lo stato delle confraternite; i riti sacramentali; le manifestazioni popolari della religiosità; l’esposizione politico-elettorale della gerarchia ecclesiastica e la stessa azione di assistenza e di cura dei bisogni sociali. Sotto il silenzio pubblico dell’episcopato, non erano mancate, però, alcune reazioni alla presenza delle organizzazioni mafiose. Hanno influito, poi, sui mutamenti della linea della Chiesa verso la mafia gli orientamenti generali dei pontificati, il Concilio Vaticano II, un nuovo atteggiamento dei vescovi e il contributo di una serie di preti, di movimenti e di gruppi di credenti, sensibili ai valori della cittadinanza. Roberto Pasquale Violi è docente di Metodologia della ricerca storica nell’Università di Cassino e del Lazio meridionale.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.463

Leonardo Palmisano, Mafia Caporale. Racconti di egemonia criminale sui lavoratori in Italia, Fandango, Roma, 2017, 267 p.
L’Italia rappresenta il vertice europeo della sparizione dei minori non accompagnati e dello sfruttamento delle prostitute provenienti dalla Nigeria e dai Paesi ex Socialisti, ma è soprattutto lo stato dove caporalato e impresa tendono a fondersi con le più consolidate organizzazioni mafiose. Questo intreccio è Mafia Caporale. Il business di questa metamafia è l’illecito sfruttamento del lavoro. Dall’agricoltura ai servizi, fino alla piccola industria, il mercato del lavoro si riempie di lavoratori e lavoratrici schiavizzati. Sarte, braccianti, camgirls, muratori, prostitute, blogger, coccobello!, lavavetri, parcheggiatori, vigilanti, camionisti, mendicanti e minori, sono solo alcuni dei volti della schiavitù di cui ci parla l’autore nel suo viaggio dal nord al sud d’Italia raccontando le loro storie. Si consulti anche sul tema il testo a cura di cura di Fabrizio Di Marzio, Agricoltura senza caporalato, Roma, Donzelli, 2017, pp. 202 (Coll. Bibl. MAF.01.432)
Collocazione Biblioteca: MAF.01.471

Giuseppe Gatti, Sacra corona (dis)unita, in NarcomaCatturafie, n. 2 (mar.-apr. 2017), pp. 10-13
L’autore, sostituto procuratore nella Direzione distrettuale antimafia di Bari, descrive la criminalità organizzata in Puglia. La Sacra corona unita come organizzazione criminale unitaria non esiste più, mentre emergono nuove mafie pugliesi infiltrate nel turismo, nell’edilizia e nell’agricoltura, alleate con Casalesi e uomini di Cosa nostra. I cittadini non le denunciano e non ci sono collaboratori di giustizia.

Giorgio Mottola, Camorra nostra, Milano, Sperling & Kupfer, 2017,  227 p.
Il giornalista Giorgio Mottola ripercorre nel libro la storia della camorra, seguendo le rivelazioni dell’ex boss del clan dei Corleonesi Franco Di Carlo, considerato uno dei pentiti più attendibili, a cui Totò Riina aveva affidato, insieme ad altri fedelissimi, il compito di gestire negli anni ’70 l’espansione dell’organizzazione siciliana sul continente. Il silenzioso dominio della Cupola cambia il corso del narcotraffico internazionale, espande gli affari nel Nord Italia e traccia un disegno dei rapporti di forza fra le famiglie mafiose che porterà, negli anni ’90, all’egemonia dei Casalesi. Si possono così leggere in una nuova luce vicende storiche famose, affidandosi agli innumerevoli riscontri che l’autore ha ritrovato in migliaia di pagine di atti giudiziari.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.555

A cura di Enzo Ciconte, Francesco Forgione, Isaia Sales, Atlante delle mafie. Storia, economia, società, cultura, vol. I-V, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2012-2017, 5 volumi
La presente opera è in 5 volumi. Nel primo volume si esamina il fenomeno delle organizzazioni criminali da un punto di vista storico e come la cultura mafiosa si esplica nel campo della musica, della cucina, dello sport e negli affari. I saggi del secondo volume coprono un ampio spettro di problemi: le descrizioni delle rappresentanze territoriali delle mafie nel Centro e nel Nord, uno studio sulla Basilicata, il racconto delle mafie fatto da alcuni giornali, Tv e magistrati, e altri temi che riguardano i movimenti antimafia, il cosiddetto “partito della mafia”, il riciclaggio, le donne. Nel terzo volume dell’opera si evidenzia che è proprio l’economia il terreno sul quale il nuovo ruolo delle mafie si ridefinisce nell’era della globalizzazione. Il quarto volume dell’opera è dedicato al rapporto tra economia e mafie. Il quinto volume è dedicato al tema della corruzione e del suo rapporto con le mafie. In fondo ai volumi si trova una cronologia del fenomeno mafioso dal 1735 a oggi.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.425, 426, 427, 428, 458

Enzo Ciconte, Mafie del mio stivale. Storia delle organizzazioni criminali italiane e straniere nel nostro Paese, Soleto (LE), Manni, 2017, 171 p.
In questo saggio Enzo Ciconte, storico e membro della commissione parlamentare antimafia, si propone di spiegare il fenomeno mafioso in tutte le sue articolazioni, ricostruendo la storia delle organizzazioni criminali: Cosa nostra, ‘ndrangheta, camorra, Sacra corona unita e anche quelle di origine straniera (cinese, albanese, nigeriana, colombiana, bulgara, romena e altre) da anni attive e stanziali in Italia. Lo storico, partendo dalle origini, che si possono far risalire agli inizi dell’Ottocento, passando dal momento cruciale dell’Unità d’Italia e del fascismo, per arrivare alla Repubblica e alle connessioni sempre vive tra politica e cupole, ci mostra che quella delle mafie non è soltanto una storia criminale, ma sostanzialmente una storia del potere. Per una prospettiva storica del fenomeno si consulti anche il testo di Piero Melati, Giorni di mafia. Dal 1950 a oggi: quando, chi, come, Roma, Laterza, 2017, pp. 115
Collocazione Biblioteca: MAF.01.424

Gli intrecci tra mafia, economia e politica

51hEydUADvLStefano Consiglio… [et al.], Organizzazioni criminali. Strategie e modelli di business nell’economia legale, Roma, Donzelli, 2019, 242 p.
Come da tempo dimostrato nella letteratura scientifica e dai più importanti organismi pubblici di contrasto alle mafie, le organizzazioni criminali si rafforzano attraverso la creazione di relazioni con diverse tipologie di attori (rappresentanti della politica, delle pubbliche amministrazioni, del mondo imprenditoriale e delle professioni). Il libro affronta, secondo una prospettiva manageriale, il tema della relazione tra economia legale e illegale approfondendo le strategie e i comportamenti organizzati delle imprese che operano nell’ambito degli appalti pubblici in modo (apparentemente) legittimo, ma che rispondono a una catena di controllo di tipo criminale.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.470

A cura di Rocco Sciarrone ; Fondazione Res, Mafie del Nord. Strategie criminali e contesti locali, Donzelli, Roma, 2019, 445 p.
Il libro affronta i temi della mafia e dell’antimafia fuori dalle tradizionali zone di insediamento e tiene conto dei recenti sviluppi delle vicende giudiziarie, a partire dall’inchiesta Mafia Capitale e da numerose altre che hanno riguardato il Centro e Nord Italia. Emergono modelli differenziati di insediamento, in cui prevalgono organizzazioni riconducibili alla ‘ndrangheta e alla camorra, che riescono ad affermarsi utilizzando non solo competenze di illegalità ma anche risorse di capitale sociale. In alcuni contesti si osservano infiltrazioni nel tessuto economico, in altri risultano in crescita situazioni di vero e proprio radicamento territoriale. In tutti i casi sembra essere decisiva la presenza di soggetti “esterni” -imprenditori, politici, professionisti- disponibili a intrecciare rapporti di scambio con i mafiosi: un’area grigia in cui le pratiche di illegalità, spesso preesistenti, favoriscono relazioni di complicità e collusione nella sfera legale dell’economia, della politica e delle istituzioni.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.468

Achille Rossi, Il versante nascosto della criminalità, in L’Altrapagina, a. 36, n.4 (apr. 2019), pp. 29-41
Il dossier tratta dell’infiltrazione della mafia nel settore finanziario. Il sistema finanziario attualmente permette di immettere nel mercato un grande flusso di denaro proveniente da attività criminali. Viene spiegato dettagliatamente come la mafia cambi il proprio volto allo scopo di infiltrarsi e importare il proprio modello in nuovi campi. Si porta ad esempio il caso di Peppino Impastato e la situazione a Cinisi.

downloadNuccio Anselmo con Giuseppe Antoci ; prefazione di Gian Antonio Stella, La mafia dei pascoli. La grande truffa all’Europa e l’attentato al Presidente del Parco dei Nebrodi, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2019, 114 p.
Milioni di euro guadagnati per anni in silenzio da Cosa nostra. Un business “legale” e inesplorato. Boss che riuscivano inspiegabilmente ad affittare tanti ettari di terreno nel Parco dei Nebrodi, in Sicilia, terrorizzando allevatori e agricoltori onesti, li lasciavano incolti e incassavano i contributi dell’Unione Europea perfino attraverso “regolari” bonifici bancari. Un meccanismo perverso che si perpetuava di famiglia in famiglia e faceva guadagnare somme impensabili. Un affare che si aggirerebbe, solo in Sicilia, in circa tre miliardi di euro potenziali negli ultimi 10 anni. E nessuno vedeva o denunciava. Fino a quando in quei boschi meravigliosi e unici al mondo non è arrivato Giuseppe Antoci, che è riuscito a spazzare via la mafia dal Parco realizzando un protocollo di legalità che poi è diventato legge dello Stato ed oggi è applicato in tutta Italia.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.574

Roberto Montà … [et al.], Amministratori sotto tiro. Rapporto 2018, Grugliasco, Avviso Pubblico, 2019, 144 p.
Un Rapporto che Avviso Pubblico redige dal 2010, in cui vengono elencate le minacce e le intimidazioni mafiose e criminali nei confronti degli amministratori locali e di persone che operano all’interno della Pubblica Amministrazione in tutta Italia. Oltre a riportare i dati, il Rapporto analizza il fenomeno nella sua complessità, individuando le Regioni e le Province più colpite e distinguendo le intimidazioni e le minacce per tipologia, attraverso una dettagliata analisi, supportata anche da grafici e da pareri degli esperti. La biblioteca dispone anche delle edizioni precedenti.

_Cover SegnoPersonaggi scuri e agenda rossa del giudice Borsellino, in Segno, a. 44, n. 396-397 (giu.-lug. 2018), pp. 55-62
La Corte d’Assise di Caltanissetta ha depositato il 30 giugno 2018 le motivazioni della sentenza del quarto processo Borsellino, il magistrato ucciso a Palermo in via D’Amelio, insieme alla sua scorta, nella strage del 19 luglio 1992. L’articolo contiene stralci di queste motivazioni e si sofferma in particolare su quanto viene scritto a proposito della sparizione dell’agenda rossa del magistrato. I giudici non sono ancora completamente venuti a capo di tutta la verità su questo delitto, perché i processi sono stati inquinati da gravi depistaggi ad opera di uomini delle istituzioni.

Gianni Belloni, Antonio Vesco, Come pesci nell’acqua. Mafie, impresa e politica in Veneto, Donzelli, 2018, 207 p.
Il libro presenta i risultati di una ricerca sulle vicende criminali che coinvolgono organizzazioni mafiose, impresa e politica, offrendo una descrizione della cronologia e della geografia delle presenze mafiose in Veneto. Attraverso quattro studi di caso, gli autori osservano da una prospettiva ravvicinata i principali episodi in cui sono stati coinvolti gruppi mafiosi in questo territorio: l’incontro tra clan e tessuto locale imprenditoriale, le ricadute di questo incontro sul mondo del lavoro in questo territorio in relazione alle attività di intermediazione di manodopera gestite dai clan; i rapporti tra gruppi di ‘ndrangheta e politica nel Veronese; il caso del Consorzio Venezia Nuova e la costruzione del Mose, un caso limite, in cui sono coinvolte organizzazioni criminali di tipo mafioso, che consente agli autori di mettere alla prova le chiavi di lettura adottate per interpretare il funzionamento dell’economia locale e la sua “sregolazione” politica. La corruzione diviene così il luogo predestinato di incontro tra attori di diverso tipo, l’inevitabile approdo di una serie di condotte proprie del fare politica e del fare impresa in territorio veneto. Sul medesimo territorio si veda anche il testo a cura di Alessandro Naccarato, Le mafie in Veneto. Presenza e attività della criminalità organizzata, Il Poligrafo, Padova, 2018 (coll. Bibl.: MAF.01.466)
Collocazione Biblioteca: MAF.01.469

Franco Nicastro, “La mafia ci minaccia, l’inchiesta continua”, in Segno, a. 44, n. 396-397 (giu.-lug. 2018), pp. 36-42
In Sicilia il ruolo della stampa nel contrasto a Cosa Nostra è stato decisivo. “L’Ora” diretto da Vittorio Nisticò, già negli anni ’50 e poi “Il Giornale di Sicilia”, diretto negli anni ’60 da Delio Mariotti, dissiparono l’alone romantico che copriva allora il volto feroce della mafia e svelarono i segreti, le trame, le trattative e gli stretti legami con la politica e il potere. Da semplice criminalità comune Cosa Nostra viene scoperta come organizzazione criminale di classi dirigenti, causata da sete di denaro e di potere. Viene quindi dato inizio ad una serie di ripercussioni contro i giornalisti, che vanno dalla denuncia all’omicidio, come nei casi, ad esempio di Cosimo Cristina, Mauro De Mauro e Giovanni Spampinato.

Andrea Leccese ; introduzione di Davide Mattiello, Massomafia. Sui rapporti tra mafia e massoneria deviata, Roma, Castelvecchi, 2018, 88 p.
La vera forza della delinquenza mafiosa risiede nella sua capacità di creare rapporti con la politica, la pubblica amministrazione e l’imprenditoria. Per la mafia, penetrare in totale segretezza nei circoli massonici è un’enorme fortuna: le logge coperte riuniscono potentissimi imprenditori, banchieri, professionisti, magistrati e dirigenti di vario genere. Grazie alla “massoneria deviata”, i mafiosi cercano di orientare i processi e di allacciare legami con l’alta finanza internazionale per ripulire i capitali illeciti accumulati grazie al monopolio del traffico di droghe.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.454

Antonella Beccaria, Giuliano Turone, Il boss. Luciano Liggio: da Corleone a Milano, una storia di mafia e complicità, Roma, Castelvecchi, Lit Edizioni, 2018, 231 p.
Il 1974 fu l’anno in cui non fu più possibile sostenere che la mafia a Milano non esisteva. Non solo esisteva, ma si era pienamente insediata. L’indagine che, partendo dai sequestri di Pietro Torielli e Luigi Rossi di Montelera, condusse alla cattura di Luciano Liggio, la “primula rossa di Corleone”, dimostrò anche altro: l’esistenza di stretti legami con ambienti eversivi e golpisti, la costruzione di solide imprese nell’economia legale e lunghissime latitanze dorate che non avrebbero potuto essere tali senza qualche copertura. Questa è una storia in cui il confine tra crimine e mondo legale può finire per confondersi, fino a non essere più visibile. Il libro racconta la biografia di Luciano Liggio attraverso i crimini compiuti, le indagini giudiziarie che lo hanno coinvolto, l’arresto, il processo, la carcerazione.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.563

Guido M. Rey, La mafia come impresa, Analisi del sistema economico criminalela mafia come impresa e delle politiche di contrasto, Milano, Franco Angeli, 2017, 299 p.
Eurostat ha chiesto ai Paesi membri dell’Unione Europea di inserire nei conti nazionali alcune tradizionali attività produttive illegali: droga, sfruttamento della prostituzione, contrabbando di tabacco, ecc. L’internazionalizzazione dei mercati richiede tecnologie complesse, servizi internazionali differenziati e un sistema finanziario multilocalizzato. Questa evoluzione dell’apparato produttivo coinvolge anche le organizzazioni criminali e necessariamente le politiche di contrasto. Le ricerche presenti in questo volume suggeriscono di ricorrere alle tecnologie della conoscenza e allo studio delle relazioni interne ed esterne al sistema economico criminale. Promettenti sviluppi sono inoltre il risultato delle ricerche sulle imprese legali della criminalità organizzata, operanti come supporto alle attività criminali oppure finalizzate all’investimento.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.436

Giuseppe Baldessarro, Questione di rispetto. L’impresa di Gaetano Saffioti contro la ‘ndrangheta, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2017, 156 p.
Dal 2002 Gaetano Saffioti vive sotto scorta assieme alla sua famiglia. Il libro ripercorre la sua storia di imprenditore impavido che si è sempre rifiutato di trasferire le sue attività lontano dalla Calabria e che non ha mai voluto alcun sostegno economico dallo Stato. Da imprenditore è diventato testimone di giustizia dopo aver denunciato, fatto arrestare e condannare alcuni dei boss più pericolosi della piana di Gioia Tauro. Per anni ha subito le estorsioni, le umiliazioni e le sopraffazioni dei clan della ‘ndrangheta, fino a quando si è ripreso la sua dignità, perché «la dignità non si compra, si conquista e si difende». Inizia, quindi, a collaborare con i magistrati, fornendo loro prove inconfutabili contro i suoi aguzzini. Grazie alla sua testimonianza si svelano tutti i meccanismi illeciti e violenti che tengono sotto scacco gli imprenditori edili che operano nel settore degli appalti pubblici e privati nonché i rapporti capillari che uniscono la Calabria all’Emilia Romagna, passando dalla Toscana e giungendo fino in Liguria.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.575

Marco Santoro, Marco Solaroli, Forme di capitale mafioso e risonanza culturale. Studio di un caso regionale e proposta di una strategia concettuale, in Polis, a. 31, n. 3 (dic. 2017), pp. 375-408
Gli autori considerano la diffusione della criminalità organizzata nel Nord Italia, e in particolare in Emilia-Romagna, tramite l’esemplificazione di quattro casi di imprenditori. Si è notato che le mafie risultano offrire servizi che comprendono ingenti capitali mobilitabili, efficacia e rapidità nel recupero crediti, forza lavoro a basso costo. La delinquenza organizzata sembra imporsi nella cultura anche perché svincolata nel Nord Italia dai suoi aspetti più violenti. Marco Santoro e Marco Solaroli lavorano presso il Dipartimento di Filosofia e comunicazione dell’Università di Bologna.

Vittorio Martone ; Prefazione di Rocco Sciarrone, Le mafie di mezzo. Mercati e reti criminali a Roma e nel Lazio, Roma, Donzelli, 2017, 226 p.
Da diversi decenni operano nel Lazio mafie diverse, gruppi di camorra e ‘ndrangheta, ma anche organizzazioni criminali autoctone, con una pluralità di forme di insediamento nel territorio. Roma è divenuta una sorta di laboratorio a cielo aperto che consente di osservare sia le trasformazioni che stanno interessando le mafie storiche e il loro radicamento in aree esterne a quelle di origine, sia i contesti in cui prendono corpo e si sviluppano forme criminali nuove. Il testo presenta i risultati di un lavoro di ricerca inedita, che oltre alle fonti documentarie approfondisce tre casi di studio a Ostia e sul litorale romano, nel basso Lazio e nella Capitale.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.431

Aspetti pedagogici, psicologici e sociologici

.E-book FrancoAngeliMarta Quagliuolo, Due o tre cose che ho imparato sulla “cultura mafiosa”. Riflessioni antropologiche su un provvedimento giudiziario, in Minorigiustizia, n. 1 (2018), pp. 134-142
Dal 2012 il Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria ha dato avvio a un nuovo orientamento giurisprudenziale, nel tentativo di censurare il modello educativo mafioso. Il presente articolo riporta, in merito, alcune riflessioni antropologiche emerse a partire dalla lettura critica dei documenti giudiziari e dall’ascolto delle voci degli “addetti ai lavori”, sia in ambito giudiziario sia in quello dei servizi. I dati, raccolti nel corso di una ricerca etnografica sul campo, tra Reggio Calabria e Messina, dove è collocata la Comunità Alloggio “Antoniana”, che accoglie minori di ‘ndrangheta, evidenziano la presenza di una vera e propria cultura mafiosa, con uno specifico modello educativo, nel quale il ruolo della madre è quello di trasmettere i valori mafiosi ai figli maschi. Proprio la complicità tra madri e Stato sta portando allo sviluppo di una contro-pedagogia della morte e della violenza.

Mario Cardano, Martina Panzarasa, Mafia, fra biografia, storia e politica, in Rassegna Italiana di Sociologia, A. 59, n. 1 (gen.-mar. 2018), pp. 171-183
Gli autori, sociologi, sviluppano una presentazione critica di due studi sulle mafie: “A colloquio con Gaspare Spatuzza. Un racconto di vita, una storia di stragi” di Alessandra Dino (Il Mulino, 2016) e “Vita di mafia. Amore, morte e denaro nel cuore del crimine organizzato” di Federico Varese (Einaudi, 2017). I due lavori sono accomunati dall’evidenza del legame tra una singola storia di vita e il contesto sociale e storico di cui essa è parte. L’articolo analizza in chiave critica sia l’impianto metodologico che il piano sostantivo dei due libri.

A cura di Calogero Iacolino, Il corpo in relazione, in Narrare i gruppi, n.1 (2018) – on line, vol. 13, pp. 7-124
Questo numero della rivista parla del corpo in relazione nelle attività sportive, del corpo come sede della mente relazionale individuale e familiare e come punto di partenza per una elaborazione simbolica che possiamo riscontrare nei sogni e nei temi onirici presenti nei sogni. Si segnala l’articolo a firma di Girolamo Lo Verso: “Il rapporto mente-corpo-relazione: l’esempio del fondamentalismo mafioso”.

A cura di Gioacchino Lavanco, Comunità, addio?, in Psicologia di Comunità, n. 1 (2018), vol. 14, pp. 9-88
I contributi raccolti nella monografia propongono riflessioni sul tema del significato della psicologia di comunità nella società odierna, dove il passaggio alle reti e alle aggregazioni on-line mette in dubbio la definizione stessa di comunità. Si segnala “Sistema mafioso e anticomunità. Percorsi per leggere le comunità criminali” di Gioacchino Lavanco … [et al.]

Gpsicologia mafirolamo Lo Verso, La psicologia mafiosa: un fondamentalismo nostrano, Trapani, Di Girolamo, 2017, 91 p.
Scrutando la struttura di personalità degli uomini di Cosa Nostra, l’autore cerca di cogliere il fondamento psicologico del comportamento mafioso, provando a costruire e “battezzare” categorie scientifiche e analitiche generalmente assenti dagli scaffali. Per far ciò si è servito della sua lunga esperienza in materia e in particolare dello studio di perizie psichiatriche, di gruppi di ricerca-intervento, di esperienze e supervisioni terapeutiche e del lavoro con vittime delle mafie e associazioni che lavorano sul campo. Girolamo Lo Verso, noto per i suoi studi sulla psicologia degli appartenenti a Cosa Nostra, è gruppoanalista e docente all’Università di Palermo.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.446

Giuseppe Craparo, Anna Maria Ferraro, Girolamo Lo Verso, Mafia e psicopatologia. Crimine, vittime e storie di straordinaria follia, Milano, Franco Angeli, 2017, 182 p.
La mafia è un’organizzazione psicopatologica oppure no? Articolandosi fra dati di ricerca, esemplificazioni cliniche e riflessioni teoriche sulle organizzazioni mafiose e sulle vittime di mafia, il volume si propone a un ampio pubblico di lettori, non solo specialisti, interessato a comprendere se e quali siano le dinamiche “psicopatologiche” che qualificano il fenomeno mafioso. Nei membri della mafia emergono soprattutto formazioni identitarie noi-centriche che ostacolano qualsiasi forma di crescita emotiva e autonoma: indifferenza relazionale, distacco emotivo, scissione psicologica fra ciò che è buono (la mafia) e ciò che è cattivo (chi si oppone ad essa).
Collocazione Biblioteca: MAF.01.439

Giovani e mafie

rinnegaGiovanni Tizian, Rinnega tuo padre, Roma, Laterza, 2018, 208 p.
Per un boss la famiglia conta più dei soldi e del potere. Perché mogli, figli, nipoti garantiscono la continuità dell’impero. La ’ndrangheta – la mafia più potente e ramificata al mondo – fonda la sua forza sui vincoli di sangue. È molto più di un semplice fenomeno criminale: è una cultura intrisa di violenza e di morte che si tramanda di generazione in generazione. Oggi però ammaestrare la prole con le leggi non scritte del crimine ha delle conseguenze irreversibili: l’allontanamento dei minori dal nucleo familiare. È questo il nuovo fronte della lotta alle cosche. Una guerra senza esclusione di colpi, che si combatte dall’ufficio di frontiera del Tribunale dei minorenni di Reggio Calabria. Dal 2012 sono quasi 50 i giovani strappati dai padrini. Questo è il racconto delle loro vite: un viaggio-inchiesta (con documenti e interviste esclusive) nell’abisso di famiglie falcidiate da un distorto senso dell’onore. Storie di figli che rinnegano i padri e di madri coraggiose che hanno scelto di abbandonare al proprio destino i mariti fedeli solo alla legge del clan.
Collocazione biblioteca: MAF.04.549

Fiorella Farinelli, L’urlo sanguinoso di Napoli. Baby gang, in Rocca, a. 77, n. 4 (feb. 2018), pp. 28-30
L’autrice considera la delinquenza minorile in determinati quartieri di Napoli in relazione anche a recenti fatti di cronaca. Dopo una breve dissertazione sulle cause economiche e sociali, affronta la reazione che si è fatta sentire da parte della popolazione. Oltre a un rinforzo delle forze di polizia come forma di risposta, si riscontra che numerosi centri possono togliere i minori dalle strade: oltre alle scuole, vi sono palestre, corsi di formazione, centri di aggregazione.

Nando dalla Chiesa, La Forza dirompente dell’università, in Narcomafie, n. 2 (mar.-apr. 2017), pp. 30-34
L’autore, docente universitario, tratta il tema del ruolo dell’università nella lotta alla mafia. Attraverso i docenti, gli studenti e i ricercatori il mondo accademico può proporre corsi e tesi di laurea inerenti alla criminalità organizzata ed esportare anche all’estero sapere antimafioso; secondo l’autore, per combattere la mafia non bastano le “persone con la divisa”, ma servono cittadini adeguatamente formati e disseminati nella classe dirigente del paese.

ripartireFranca Panuccio, Liberi di scegliere: un progetto per i minori figli di ‘ndrangheta che vivono in situazioni di pericolo, in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2017), vol. 17, pp. 60-61
L’articolo espone brevemente il progetto “Liberi di scegliere” che prevede l’allontanamento dalla Calabria di minori che si trovano in situazioni di pericolosità sociale. Ciò è possibile grazie ad alcune associazioni non governative fra cui “Libera”.

A cura di Maria Sinatra e Lucia Monacis, Procrastinazione e comunità, in Psicologia di Comunità, n. 1 (2017), vol. 13, pp. 11-80
Si tratta di una monografia composta da cinque articoli che indagano il concetto della procrastinazione (tendenza a rinviare volontariamente una decisione o l’esecuzione di un’attività) in ambito psicologico. Si segnala in particolare: “Autosabotaggio e procrastinazione: strategie di prevenzione del sentire mafioso”, di Gioacchino Lavanco … [et al.]. Partendo dal concetto di legalità, nell’articolo si analizza il contesto sociale giovanile violento, attraverso lo studio di un campione di 956 ragazzi di scuola superiore appartenenti a gruppi e bande giovanili, e viene indagata la relazione tra sentire mafioso e procrastinazione, con l’intento di fornire spunti per possibili strategie di intervento. Si veda anche “La percezione del fenomeno mafioso in relazione al disimpegno morale e valoriale in due gruppi di adolescenti siciliani” di Calogero Iacolino e altri, in Narrare i gruppi, a.11, n. 2 (dic. 2016) – on line, pp. 200-211.

Narcotraffico

Luigi Ciotti, Droga. Storie che ci riguardano, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 2020, 111 p.
Partendo da un’esperienza di quasi cinquant’anni – don Luigi Ciotti aprì il primo centro di accoglienza per tossicodipendenti in Italia nel 1973 – questo libro affronta la complessità dell’argomento dell’uso e abuso di sostanze e degli effetti di queste sulle vite di tutti giorni. Racconta le storie umane dietro la dipendenza, denuncia il narcotraffico – il più redditizio business delle mafie – e stimola un impegno costante verso il raggiungimento di normative e metodologie di recupero che siano umane, che non puniscano ma valorizzino la dignità e la ricerca di autonomia.
Collocazione Biblioteca: 18635

downloadEMCDDA, Europol, EU Drug Markets Report 2019, Luxembourg, Publications Office of the European Union,  2019, 255 p.
Basato su dati scientifici, questo terzo rapporto sul mercato illegale della droga nell’Unione Europea analizza diversi argomenti, tra i quali i legami tra droga e altri reati, tra droga ed economia legale e società in generale, come pure i processi e gli attori coinvolti nel commercio di droga, dalla produzione al traffico e allo spaccio. Viene data una panoramica dei mercati di diverse sostanze: eroina, cocaina, cannabis, anfetamine, metanfetamine, MDMA e nuove sostanze psicoattive. Inoltre fornisce informazioni sui provvedimenti intrapresi a livello nazionale ed europeo riguardanti il progresso alla lotta al narcotraffico.
Collocazione Biblioteca: 18587

Isak Ladegaard, Crime displacement in digital drug markets, in The International Journal of Drug Policy, (gen. 2019) – on line, vol. 63, pp. 113-121
L’autore, nello studio proposto, indaga con che modalità siti web illegali e reti online chiusi per attività criminali vengono ricostruiti e sostituiti su nuovi server e URL. L’indagine viene affrontata in tre passaggi. Nel primo, l’autore misura il commercio di MDMA (Ecstasy) in un vasto mercato digitale per le droghe, prima e dopo l’arresto di un importante venditore sullo stesso mercato. Successivamente, individua il numero di mercati della droga e di negozi di venditori digitali disponibili nel periodo febbraio 2014-giugno 2018, per vedere se i siti web chiusi dalla polizia sono stati sostituiti da siti nuovi. Infine, rintraccia il movimento e le attività commerciali digitali di venditori individuali di droga, prima e dopo che le forze dell’ordine hanno chiuso due vasti mercati. Nell’articolo sono riportati e commentati i risultati dello studio. Il documento è disponibile in PDF.

Alexander Toth, Ojmarrh Mitchell, A qualitative examination of the effects of international counter-drug interdictions, in The International Journal of Drug Policy, vol. 55, (mag. 2018) – on line, pp. 70-76
Questo studio indaga gli effetti delle sporadiche operazioni internazionali coordinate di guerra alla droga sul traffico e sulle risposte dei trafficanti. I dati qualitativi sono ottenuti da 23 informatori ad alto livello della DEA (l’agenzia statunitense per la droga) inseriti in gruppi internazionali del narcotraffico, ed esaminati per individuare risposte comuni dei trafficanti alle suddette operazioni. I risultati indicano che le operazioni non hanno un effetto deterrente permanente sul traffico, ma producono alterazioni solo temporanee, in quanto i trafficanti hanno adottato vari metodi per sventare le azioni delle forze dell’ordine, spesso grazie a informazioni acquisite da locali forze di polizia corrotte. Le organizzazioni del narcotraffico si adeguano in maniera calcolata per assicurare che i loro prodotti illegali raggiungano le località di mercato dei consumatori, in modo coerente alla cosiddetta teoria della scelta razionale. L’articolo è disponibile in pdf.

41sDXzOdTaLGuido Olimpio, Terrorismi. Atlante mondiale del terrore, Milano, La nave di Teseo, 2018, 389 p.
Il volume affronta, con lo stile narrativo di una spy-story, la minaccia multipla e costante, non sempre legata a motivazioni politiche o religiose, che è ormai diventata il tratto distintivo di questo inizio di terzo millennio: il terrorismo su scala globale. Una presenza diffusa che utilizza le forme più diverse per imporre la violenza, dalle azioni con i veicoli-ariete alle sparatorie e le esecuzioni dei narcos messicani. Che siano azioni di singoli criminali convertiti all’estremismo o si inseriscano in una strategia globale, sono tutti atti di terrore che hanno un impatto sulla nostra vita quotidiana. Ogni capitolo del volume racconta un diverso aspetto del fenomeno. Guido Olimpio è giornalista e autore di libri su Al Qaeda, esperto di Medio Oriente, terrorismo internazionale e narcotraffico.
Collocazione Biblioteca: 18321

Piero Innocenti, Roma e Milano, due piazze appetibili del narcotraffico, in Segno, A. 44, n. 396-397 (giu.-lug. 2018), pp. 43-44
L’articolo sintetizza la situazione del narcotraffico in Italia (in particolare nelle città di Roma e Milano), descritta nella “Relazione Annuale al Parlamento 2017 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia” della Direzione centrale per i servizi antidroga. Le relazioni annuali si trovano al link: http://www.politicheantidroga.gov.it/it/dpa-in-sintesi/attivita-e-progetti/relazioni-annuali-al-parlamento/

European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction, Improved drug supply indicators for Europe. Progress report, Lussemburgo, Publications Office of the European Union, 2018, 18 p.
La relazione fornisce una sintesi dei principali risultati della valutazione dei progressi compiuti dagli Stati membri dell’UE, dalla Norvegia e dalla Turchia, in merito all’implementazione degli indicatori sul traffico di droga. Gli indicatori sono stati elaborati e rivisti dall’OEDT in linea con le conclusioni del Consiglio del novembre 2013. La relazione fornisce anche una panoramica dello scopo e degli obiettivi della raccolta di dati sul traffico raccolti dall’OEDT.

A cura di Libera Bologna e Libera Informazione ; a cura di Sofia Nardacchione, R.I.G.A. rigaBologna crocevia dei traffici della droga, Bologna, Libera, 2018, 51 p.
L’Emilia Romagna è un importantissimo territorio di transito del narcotraffico e Bologna rappresenta uno degli snodi fondamentali: gli arresti che coinvolgono Bologna non riguardano solo lo spaccio, ma anche traffici internazionali di droga, proveniente da tutte le parti del mondo. R.I.G.A. (Report e Inchiesta del Giornalismo Antimafia) è un lavoro di inchiesta e approfondimento di Libera su quello che accade sul territorio bolognese, un mercato ricchissimo, che richiama e attrae persone che vogliono consumare. Nello specifico il report tratta di spaccio, traffico di cocaina, riciclaggio, riflessioni sul territorio e le politiche. Riga in bolognese significa anche “Basta!” ed è questo il messaggio che Libera vuole trasmettere a proposito di traffico di droga e narcomafie.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.565

Piero Innocenti, Xi Jinping alle prese con corruzione e narcotraffico, in Segno, A. 45, n. 393 (mar. 2018), pp. 44-47
L’attuale presidente cinese ha impresso, sin dal primo mandato, una forte accelerazione al paese e oggi la Cina è la seconda economia al mondo, con una notevole influenza politica e militare. Ma all’interno del paese ci sono seri problemi, che frenano la realizzazione del “sogno cinese”: riciclaggio di denaro sporco e corruzione, il narcotraffico e la tossicodipendenza.

International Narcotic Control Board, Report of the International Narcotics Control Board for 2017, Vienna, United Nations, 2018, 50 p.
Il documento fornisce un resoconto completo della situazione globale della droga, analizza le tendenze dell’abuso di droga e del traffico di droga e suggerisce le necessarie misure correttive. Sono presenti indicazioni per il trattamento, la riabilitazione e il reinserimento sociale per i disturbi da consumo di droga, tutte componenti essenziali della riduzione della domanda di droga; viene spiegato il funzionamento del sistema internazionale di controllo della droga; viene analizzata la situazione del narcotraffico nei cinque continenti e infine vengono riportate le raccomandazioni ai governi, alle Nazioni Unite e ad altre organizzazioni internazionali e regionali competenti.

Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), L’economia non osservata nei conti nazionali. Anni 2012-2015, [S.l.], ISTAT, 2018, 23 p.
Il Report fornisce informazioni statistiche aggiornate sull’economia non osservata (Non-observed economy – NOE) in Italia nel periodo 2013-2016. Con tale termine, l’ISTAT fa riferimento a tutte quelle attività economiche che, per motivi differenti, sfuggono all’osservazione statistica diretta. Le maggiori componenti della NOE sono rappresentate dal sommerso economico e dall’economia illegale, a loro volta suddivisi in macro-settori; il sommerso statistico e l’economia informale ne completano lo spettro. Per ogni settore preso in considerazione, il report fornisce dati relativi a produzione, valore del prodotto e impiego.

Alejandro Solalinde con Lucia Capuzzi, I narcos mi vogliono morto, Messico, unnarcos prete contro i trafficanti di uomini, Bologna, Emi, 2017, 175 p.
Ogni anno in Messico transitano mezzo milione di migranti senza permesso che dal Centro America, in preda alla violenza, tentano di raggiungere gli Stati Uniti in cerca di un futuro migliore. Sulla loro strada trovano la ferocia dei narcos, banditi che – oltre a far soldi con la droga – si arricchiscono sulla pelle dei migranti grazie a rapimenti, traffici di organi, schiavismo e prostituzione. Raccontata per la prima volta in questo libro da Lucia Capuzzi (giornalista di “Avvenire”), la vicenda di padre Alejandro Solalinde, che ha denunciato i soprusi dei trafficanti e vive sotto scorta, si intreccia con quella dei ventimila migranti rapiti ogni anno in Messico, uomini, donne e bambini che spariscono nel nulla, e con quella dei ventimila “indocumentados” accolti da questo prete tenace.
Collocazione Biblioteca: MAF.06.371

Paolo Nencini, La minaccia stupefacente. La storia politica della droga in Italia, Bologna, Il Mulino, 2017, 360 p.
Paese non produttore, l’Italia rimase al riparo dalla diffusione della droga fino alla Grande Guerra, quando la cocaina si infiltrò nei locali alla moda delle grandi città. Ciò non le impedì di partecipare al processo diplomatico che pose le basi del controllo internazionale sul traffico degli stupefacenti, non solo per accrescere il proprio prestigio internazionale, ma anche per la posizione geografica, che la esponeva al transito tra le zone di produzione e i mercati europei e nordamericani. Attingendo a fonti d’archivio politico diplomatiche e alla letteratura sanitaria, il libro ricostruisce per la prima volta le vicende della droga in Italia tra la fine dell’Ottocento – quando era già ben radicato l’uso voluttuario di oppio, morfina e cocaina al di là delle Alpi – e il 1970, quando esplose la grande epidemia di abuso di eroina.
Collocazione Biblioteca: 17869

Educazione alla legalità

Gianni Bianco, Giuseppe Gatti ; postfazione di Luigi Ciotti, Alle mafie diciamo Noi, Roma, Città nuova, 2018, 251 p.
Gli autori raccontano le vite di chi fa della legalità uno strumento di bene comune, lavoro, studio, sviluppo sociale ed economico. Sono i giovani la prima linea di un’antimafia che non delega, ma che nella condivisione delle esperienze e delle diverse ricchezze personali trova risposte sempre nuove all’arroganza dei clan. Finito il tempo degli eroi solitari e dei grandi maestri, è giunto il tempo del NOi, quell’energia vitale che attiva processi di riscatto e di emancipazione prima impensabili.
Collocazione Biblioteca: MAF.06.380

tracceKristian Caiazza e Michele Gagliardo, Sulle tracce dell’educazione. Persone, contesti, relazioni, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 2018, 183 p.
L’essere umano, nel suo percorso di crescita, è un esploratore che parte alla ricerca di mondi “sconosciuti”. Per questo l’esperienza di chi educa si alimenta del confronto, della tensione verso ciò che non si conosce, dell’andare altrove per poi tornare e riflettere, rielaborare e contestualizzare ciò che si è appreso. Il testo è dunque un viaggio nei principali contesti educativi – famiglia, scuola, comunità, politica – fatto di interviste, racconti e analisi. Nella seconda parte del libro si trovano infatti alcune esperienze di educativa di strada in contesti permeati dalla mafia, di doposcuola tra pari e di educazione attraverso il modello economico. L’obiettivo è proporre strumenti e stimoli a chi vive l’esperienza dell’educare, per interpretare la realtà in cui opera e promuovere, dove possibile, condizioni di maggior benessere. Gli autori sono rispettivamente il responsabile del Progetto Giovani del Gruppo Abele e il responsabile nazionale per la formazione dell’associazione Libera.
Collocazione Biblioteca: 18205

Vittorio V. Alberti, Pane sporco. Combattere la corruzione e la mafia con la cultura, Milano, Rizzoli, 2018, 231 p.
Nella sua appassionata denuncia, Vittorio Alberti affronta alla radice la piaga originaria che consuma la società italiana e mina alle basi qualunque prospettiva di progresso civile. E la radice va ricercata proprio in una cultura che disprezza il merito, la riflessione, la ricerca della bellezza in nome di miopi interessi personali o di gruppo. È contro la cultura della mafia e della corruzione che è indispensabile battersi, come sostengono nel saggio introduttivo il procuratore della repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, e nella postfazione il fondatore dell’associazione Libera, don Luigi Ciotti.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.449

A cura di Giulia Tosoni e Roberta De Cesare ; Ed-Work, Schermi in classe. Media literacy ed educazione alla cittadinanza, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 2018, 62 p.
“Schermi in classe”, ideato da Cinemovel Foundation, porta il cinema su grande schermo e in formato digitale direttamente agli studenti, allestendo sale multimediali nelle scuole, puntando a restituire al cinema e ai contenuti audiovisivi nati nel web una dimensione di aggregazione sociale. “Percorsi di legalità” è una declinazione tematica di Schermi in classe: Cinemovel ha operato in tre scuole dell’Emilia Romagna, stimolando gli studenti in un racconto partecipativo rivolto alla definizione di un immaginario collettivo sui temi legati alla criminalità organizzata, servendosi innanzi tutto del contributo dell’artista Vito Baroncini. Il libro vuole essere il racconto e il bilancio di cinque anni di attività affidato ad Ed-Work, associazione finalizzata al sostegno della progettazione educativa e formativa. Il libro si avvale anche di contributi, sotto forma di interviste, con formatori ed esperti coinvolti nel progetto. L’introduzione è di Luigi Ciotti.
Collocazione Biblioteca: MAF.06.375

Antimafia

dallemafieaicittadini_coverToni Mira, Alessandra Turrisi ; prefazione di Federico Cafiero de Raho e di Luigi Ciotti, Dalle mafie ai cittadini. Vita nuova dei beni confiscati alla criminalità, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2019, 255 p.
Il libro racconta attraverso alcune storie emblematiche la meraviglia di questo bene sorto dal male, di questi luoghi confiscati che sono stati e continuano a essere per tante persone, a volte per interi territori, strumenti di riscatto sociale, culturale, civile. Dalle storie narrate emerge la necessità di impegnarsi per il progresso e lo sviluppo sociale ed economico, osservando sempre le regole, difendendo la dignità e libertà dell’intera società civile, senza mai piegarsi al compromesso, nella consapevolezza che è possibile non solo immaginare, ma anche realizzare un futuro migliore, liberato dalle mafie.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.477

Luigi Ciotti, Vittorio V. Alberti, Per un Nuovo Umanesimo. Come ridare un ideale a italiani e europei, Milano, Solferino, 2019, 125 p.
Oggi l’Europa dei muri sta soffocando la sua antica identità, ha smarrito il suo fine e il suo ideale, mentre l’Unione corre il grave rischio di disintegrarsi e lo Stato democratico è in crisi tra contraddizioni del sovranismo, impoverimento diffuso ed emergenza economica e criminale. Per invertire una deriva così pericolosa, occorre ricostruire anzitutto la nostra identità di italiani ed europei, sconfessando la sua negazione da parte della globalizzazione neoliberista e abbattendo i muri alzati dal sovranismo populista. Occorre costruire un nuovo umanesimo che orienti le differenze e crei un rinnovato ideale. Si segnala in particolare il capitolo 7 scritto da Luigi Ciotti: “Quale antimafia? Quale legalità?”
Collocazione Biblioteca: 18253

Vincenzo Ceruso, Un Vangelo per la città. Con Padre Puglisi nelle periferie, in Aggiornamenti Sociali, a. 69, n. 08-09 (ago.-set. 2018), pp. 579-587
A venticinque anni dalla sua morte, la figura di padre Pino Puglisi continua ad essere un riferimento e una speranza per quanti si impegnano contro la mafia. In occasione della visita di papa Francesco in Sicilia, l’autore ne ricostruisce l’itinerario umano ed ecclesiale attraverso tre tappe fondamentali: dalla periferia di Palermo, negli anni Settanta, all’incarico come parroco in un piccolo Comune dell’entroterra siciliano, fino al quartiere Brancaccio. L’autore propone una riflessione sul lavoro pastorale di padre Puglisi e su come continuare a vivere il Vangelo oggi per costruire la città.

Alessandro Bergonzoni … [et al.], “Contromafie. Corruzione.” Plenaria 2-4ragazzi sistema febbraio 2018, in Narcomafie, A. 25, n. 1 (gen.-feb. 2018), pp. 7-49
Nella presente monografia vengono proposti alcuni interventi effettuati a Contromafiecorruzione, plenaria tenutasi a Roma dal 2 al 4 febbraio 2018 e promossa da Libera. L’evento rappresenta un momento di confronto tra le istituzioni e la società civile responsabile, un luogo di dialogo e di presa di posizione. Come nelle edizioni passate, ancora una volta è protagonista il movimento antimafia, trasversalmente rappresentato dalle associazioni alle realtà della cooperazione, dal mondo della scuola e dell’università, cittadini di ogni età e professione, tutti tenuti insieme da un filo rosso: avere a cuore la lotta alle mafie e alla corruzione e usare le proprie energie e il proprio impegno per agire il cambiamento necessario, con un occhio di riguardo anche a quanto accade in Europa.

Egidio Lorito, Intervista a Franco Roberti ex procuratore nazionale dell’Antimafia, in Il Tetto, n. 323-324 (gen.-apr. 2018), pp. 15-23
L’intervista a Franco Roberti, ex procuratore nazionale dell’Antimafia da parte di Egidio Lorito fa il punto della situazione sulla attuale diffusione della ‘ndrangheta e sulle azioni di contrasto.

Piero Innocenti, La mafia calabrese è presente dappertutto, in Segno, A. 45, n. 392 (feb. 2018), pp. 51-53
Nelle edizioni precedenti della relazione annuale della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) la parte introduttiva era riservata alla mafia siciliana. Ora, invece, il primato di mafia più potente in Italia e nel mondo è calabrese. Principale fonte di finanziamento resta il traffico internazionale di stupefacenti e praticamente tutte le regioni italiane sono controllate dalla criminalità delle ‘ndrine. Secondo l’autore per intervenire efficacemente, oltre all’impegno di forze di polizia, degli investigatori DIA e delle direzioni antimafia, serve la presenza di una classe politica preparata, che sappia affrontare questa grave situazione.

potereA cura di Giovanna Torre ; introduzione di Enzo Ciconte, Il potere relazionato. Dialoghi sulle mafie di ieri e di oggi, Pavia, Santa Caterina, 2018, 143 p.
Che cosa unisce le mafie di ieri e di oggi? Il fatto di essere non un potere alternativo a quello istituzionale, ma relazionato con esso. Ne trattano giornalisti, magistrati, politici e storici (da Bolzoni a Prestipino) in questo volume, che fa anche un bilancio di trentacinque anni della legge 416 bis (con interventi di Rognoni, La Torre e Dalla Chiesa) e affronta le sfide attuali della Procura Nazionale Antimafia nelle parole di chi vi ha dedicato la carriera, Roberti. Una parte è dedicata alle origini delle stragi del ’92 e al Maxiprocesso di Palermo (con testi di Ayala e Guarnotta) e ai venticinque anni di corruzione e anticorruzione, da Tangentopoli all’A.N.AC, con il magistrato Cantone e il giornalista Ferrarella. Perché capire è la migliore arma per combattere la mafia.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.445

A cura di Giulia Migneco e Procopio Romani ; contributi di Rosy Bindi … [et al.], Vent’anni di lotta alle mafie e alla corruzione in Italia. L’esperienza di Avviso Pubblico, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2017, 95 p.
Nel 1996, in un periodo particolarmente difficile per il nostro Paese, segnato dallo scoppio di Tangentopoli e dalle uccisioni dei giudici Falcone, Morvillo, Borsellino e degli agenti delle loro scorte, nacque Avviso Pubblico: un’associazione fondata da un gruppo di amministratori locali di varie regioni e appartenenze politiche, con lo scopo mettere in rete gli enti locali e le Regioni che volevano impegnarsi in progetti di formazione civile contro le mafie. In questo libro, grazie a una serie di autorevoli contributi e di interviste, fra cui quello di Luigi Ciotti, si raccontano non solo la storia di 20 anni di vita di un’associazione, ma anche 20 anni di storia d’Italia. Giulia Migneco, autrice e documentarista, è responsabile della comunicazione di Avviso Pubblico. Pierpaolo Romani, giornalista e autore di libri e saggi, è stato consulente della Commissione parlamentare antimafia e della Commissione parlamentare d’inchiesta suglia amministratori locali minacciati. Ha collaborato con Libera e con il Gruppo Abele.
Collocazione Biblioteca: MAF.06.376

Roberto Maria Sparagna, La mafia silente, in Narcomafie, n. 2 (mar.-apr. 2017), pp. 36-47
L’autore, magistrato presso la Direzione distrettuale antimafia della Procura di Torino, tratta il tema della criminalità organizzata nel Nord Italia, dove la sua presenza è più subdola che altrove, manifestandosi non attraverso omicidi, attentati ed estorsioni, ma nell’investimento e sfruttamento delle risorse. In particolare, l’autore tocca il tema della presenza della ‘ndrangheta in Piemonte, descrivendone l’organizzazione e alcune operazioni di contrasto come Minotauro.

Nando dalla Chiesa, Una strage semplice, Milano, Melampo, 2017, 236 p.strage
Il libro vuole ricostruire e ricordare la strage di Capaci e la sua continuazione, via D’Amelio, sulla spinta di una complicata combinazione di sentimenti e di bisogno di testimonianza civile. Procede per sintetici riferimenti storici, seleziona i principali elementi di contesto e prova a coordinarli tra loro chiedendo più volte aiuto alla memoria; una memoria, anche visiva, resa viva dalla partecipazione intensa, a vario titolo, agli avvenimenti di quegli anni e ai duri conflitti che li segnarono. Quella che portò a morte prima Giovanni Falcone e poi Paolo Borsellino fu, secondo l’autore, una strage semplice, frutto di una logica lineare, che vide convergere Sud e Nord, economia e politica.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.561

Giuseppe Di Lello, Il metodo Falcone contro cosa nostra, in Segno, a. 43, n. 386 (giu. 2017), pp. 7-14
L’autore, magistrato, negli anni ’80 ha fatto parte del pool antimafia di Palermo insieme a Falcone e Borsellino, dei quali intende spiegare il metodo di lavoro. In discontinuità con le prassi di allora, il gruppo di magistrati guidati da Chinnici e Caponnetto si impegnò nel colpire il potere di Cosa nostra a Palermo e in Sicilia attraverso un intenso lavoro scientifico che sfatò il mito della mafia imprendibile e motivò il pentitismo degli associati. Secondo l’autore, Falcone fu ucciso per quello che aveva fatto e che avrebbe ancora potuto fare. Si veda anche: Giovanni Falcone, Marcelle Padovani, Falcone, 25 anni dopo, in gli asini, a. 7, n. 42-43 (ago.-set. 2017), pp. 100-104 e Franca Imbergamo, Lo Stato delle cose, in Narcomafie, n. 2 (mar.-apr. 2017), pp. 48-49

Giovanni Maria Mazzanti, Rebecca Paraciani ; introduzione di Marco Borraccetti, L’impresa confiscata alle mafie. Strategie di recupero e valorizzazione, Milano, Franco Angeli, 2017, 93 p.
ll crescente numero di imprese confiscate alla criminalità organizzata ha reso sempre più rilevante il tema del loro riutilizzo. Se infatti la confisca è un’affermazione dello Stato sulla criminalità organizzata, il recupero e la valorizzazione dell’impresa rappresentano il successo completo. Il volume presenta alcuni dei casi più significativi, insieme alle scelte istituzionali, imprenditoriali, legislative, procedurali e organizzative in grado di migliorare l’attuale sistema.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.433

Mafia e ambiente

71VTr7FHBBLOsservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente, Ecomafia 2019. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, Milano, Ambiente, 2019, 252 p.
Basato su numeri e dati rigorosi, il rapporto Ecomafia è un contributo prezioso per contrastare le attività dei ladri di futuro, tra i principali responsabili del declino economico e sociale del nostro paese. In questa edizione si documenta come, anche nell’ultimo anno, gli ecomafiosi, sfruttando connivenze e capitali, abbiano corrotto e commerciato illegalmente rifiuti e costruito case abusive, facendo scempio della biodiversità e del patrimonio agroalimentare dell’Italia. In questo volume troviamo i seguenti capitoli: I numeri dell’illegalità ambientale; L’applicazione della legge 68/2015 sugli ecoreati; I trafficanti di rifiuti e il ciclo illegale; Abusivismo e appalti. L’Italia del cemento illegale; Gli animali sotto scacco; Le filiere illecite nell’agroalimentare; Il saccheggio del patrimonio culturale e l’archeomafia; Gli shopper illegali; Il mercato nero dei gas refrigeranti.
Collocazione Biblioteca: 15R16

Gian Carlo Caselli, Dalla pentola dell’agropirateria alla brace delle agromafie, in Rocca, A. 78, n. 1 (gen. 2019), pp. 36-38
La criminalità economica nel settore agroalimentare è sempre di più in mano alla malavita organizzata che si serve molto della comunicazione on-line. La normativa italiana nel settore appare insufficiente ed andrebbe riformata con una maggiore tracciabilità di dati nelle etichette dei prodotti. Dello stesso autore si veda anche l’articolo Dalla terra alla tavola, in Narcomafie, n. 2 (mar.-apr. 2017), pp. 14-19.

Marina Forti, MalaTerra. Come hanno avvelenato l’Italia, Roma, Laterza, 2018, 197 p.
Per decenni gli scarti delle attività industriali sono finiti nella terra che abitiamo. Il fumo delle ciminiere ha impestato l’aria; gli scarichi hanno avvelenato l’acqua. Conviviamo, e conviveremo a lungo, con la diossina nei giardini pubblici, il piombo nei terreni, il Pcb e gli idrocarburi nelle falde idriche. Marina Forti ci porta in alcuni dei luoghi più inquinati d’Italia e ce ne racconta la storia, le bonifiche mancate, la mobilitazione dei cittadini, l’emergere di una coscienza ambientalista, lo scontro tra le ragioni del lavoro e quelle della salute.
Collocazione Biblioteca: 18308

Tatiana Giannone, Una Puglia di bene, in Narcomafie, a. 25, n. 1 (gen.-feb. 2018), pp. 50-57
Da alcuni anni, Libera sta monitorando la situazione dei beni sequestrati, confiscati, assegnati e destinati. Un lavoro che abbraccia tutte le regioni. Nel presente articolo viene raccontata la storia di alcune realtà riutilizzate socialmente in Puglia.

Narrativa

Schermata-2019-05-28-alle-12.44.27Luca Azzolini, Don Ciotti, un’anima Libera, San Dorligo della Valle, Einaudi Ragazzi, 2019, 140 p.
Il libro, sotto forma di romanzo, racconta in parallelo la storia di due ragazzi di Trapani, Iuccia e Neno, e la storia di Don Luigi Ciotti. Iuccia e Neno sono figli di un mafioso finito in carcere. Questo avvenimento cambia la vita della famiglia ma in particolare quella di Neno che viene instradato sulla stessa via del padre, affiliato alla mafia. Il 21 marzo, giorno della memoria e dell’impegno a Trapani i due ragazzi incontrano Don Luigi Ciotti e la loro vita prende un’altra piega.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.571

Eva Rigonat, Veterinaria e mafie. Raccolta di storie autobiografiche attorno alla resilienza di una professione, Cavezzo, Libera università dell’autobiografia di Anghiari, 2019, 207 p.
Il libro racconta attraverso narrazioni autobiografiche la professione di veterinario e in particolare l’incontro con la mafia assai inaspettato in tale lavoro. La mafia rappresenta una forza che opprime, isola, disperde gli amici, allontana i propri cari. Si serve della burocrazia delle gerarchie, usando il mobbing o la “servitù volontaria”, per impedire, senza dare ordini, l’affermazione di ogni legge e di ogni giustizia. Chiudono il libro sette fiabe per ragazzi dai 9 agli 11 anni, illustrate da Sally. L’autrice è da tanti anni veterinaria presso l’azienda Usl di Modena.
Collocazione Biblioteca: MAF.01.460

Federica Angeli, A mano disarmata. Cronaca di millesettecento giorni sotto scorta, Milano, Baldini & Castoldi, 2018, 373 p.
Il testo è una testimonianza di Federica Angeli, cronista di nera per le pagine romane di Repubblica, e racconta le tappe di una vera e propria sfida alla malavita. La giornalista, che spesso per il suo lavoro si è occupata dei clan locali e aveva in passato già subìto gravi minacce, assistette nel 2013 a un episodio criminale e decise di non far finta di niente. Da allora la sua vita e quella della sua famiglia vennero stravolte e le venne assegnata una scorta. La storia giudiziaria di cui è protagonista, fino alle più recenti sentenze, ci parla di una possibile seppur faticosa vittoria, ottenuta con l’unica arma che possiede, la penna.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.568    

9788893443869_0_0_626_75Andrea Vecchio ; prefazione di Edoardo Nesi, Viaggio di una vita, Milano, La nave di Teseo, 2017, 277 p.
In questo libro Andrea Vecchio racconta la sua storia, quella di un ragazzo cresciuto nella Sicilia degli anni ’40 e ’50, in un mondo semplice dove la vita è scandita da piccoli grandi eventi: la cottura del pane, un matrimonio, un mobile da costruire. Dopo la guerra Andrea rileva e sviluppa l’attività del padre, un artigiano muratore, fino a diventare un imprenditore di successo nel mondo dell’edilizia. La crescita dell’azienda attira l’attenzione della malavita organizzata, che offre la sua protezione in cambio di ingenti somme di denaro. Andrea rifiuta di pagare, e per questo viene prima minacciato e poi messo in ginocchio da un attentato. L’attività sopravvive solo grazie all’eroismo di due dipendenti, che salvano a rischio della vita gran parte dei macchinari. Nonostante le ripetute intimidazioni, Vecchio non ha ceduto alla mafia, anzi ha moltiplicato il suo impegno, nelle scuole e nelle istituzioni, per un’educazione all’antimafia e attualmente è membro della Commissione parlamentare di inchiesta sulle mafie.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.589

Jole Garuti ; prefazione di don Luigi Ciotti, In nome del figlio. Saveria Antiochia, una madre contro la mafia, Milano, Melampo, 2017, 258 p.
Il 6 agosto 1985 la mafia uccide a Palermo Roberto Antiochia, giovane poliziotto. Quel 6 agosto del 1985 cambia radicalmente la vita di Saveria, che nel nome del figlio dedica ogni energia all’impegno antimafia, per far conoscere e diffondere i valori e gli ideali del suo ragazzo. Con fatica fu presente a tutte le udienze dei processi per l’uccisione di Roberto e Ninni Cassarà e la sua testimonianza fu determinante. Saveria non tollerava alcun cedimento dello Stato alla mafia, tanto meno l’ipotesi di una trattativa, ed era subito pronta a prendere la penna o il telefono per far sentire la sua voce fremente e la sua indignazione. Anche lei decise di battersi per ottenere giustizia. E lo fece nelle scuole, dove raccontava la storia del figlio ucciso dalla mafia, i suoi ideali, la sua volontà di difendere i diritti dei più deboli, di lottare per una Italia libera e democratica.
Collocazione Biblioteca: MAF.04.560

Rosario Esposito La Rossa, Fiori d’agave. Storie di straordinaria Scampia, Napoli, Coppola, 2017, 214 p.
Scampia è un quartiere di Napoli noto per la povertà e per le lotte di camorra. L’autore, giovane protagonista delle associazioni culturali di Scampia, in una serie di racconti intende narrare le storia di un quartiere attraverso i suoi protagonisti, ragazzi, mamme, detenuti, tossicodipendenti, bambini, spacciatori, maestri, per manifestare la voglia di cambiamento.
Collocazione Biblioteca: MAF.05.102