Violenza di genere

Aggiornata a maggio 2016 – a cura di Elisabetta Bosio e Paola Moriondo

I materiali elencati (libri, articoli di riviste, audiovisivi e documentazione grigia) appaiono in ordine decrescente per anno di pubblicazione, e sono disponibili presso la Biblioteca del Centro Studi, Documentazione e Ricerche del Gruppo Abele, negli orari e nelle modalità previste dal regolamento della Biblioteca, oppure scaricabili direttamente da Internet al link fornito. L’elenco proposto è relativo al materiale pubblicato tra il 2013 e il 2016 e non esaurisce quanto posseduto in biblioteca sul tema in oggetto. Ulteriori ricerche sono possibili sul nostro catalogo bibliografico.

I percorsi tematici proposti sono i seguenti:

Violenza di genere: gli autori

Alessandra Pauncz, Da uomo a uomo. Uomini maltrattanti raccontano la violenza domestica, Erickson, Trento, 2016, pp. 116
Questo non è un libro sulla violenza ma un libro che mette a fuoco la distanza che mettiamo tra noi e la violenza. Grazie alle testimonianze raccolte al Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti, esso dà voce a uomini che raccontano la loro esperienza, non solo chi ha avuto un passato di violenza agita, e ha poi scelto un percorso di consapevolezza e cambiamento, ma anche operatori e uomini «normali», che si interrogano sulla propria relazione con la violenza nei rapporti personali e familiari. L’uso della violenza fisica nelle relazioni di coppia ha dimensioni inquietanti, se è vero che secondo il Consiglio d’Europa una donna su 4 subisce violenza da parte del partner o ex partner nel corso della vita. Non ci si può perciò solo limitare alla condanna sociale, ma occorre trovare un modo per parlarne e rifletterne che avvicini questo fenomeno alla nostra esperienza, cercando di comprendere i meccanismi che la governano e i codici culturali che la favoriscono. In appendice una presentazione del centro di ascolto.
Collocazione Biblioteca: 17391

Irene Petruccelli … [et al.], Tratti psicopatici e distorsioni cognitive nei sex offender, una ricerca sul campo, in Rivista di sessuologia clinica, n. 2 (2015), pp. 5-29
Scopo di questo studio è valutare la personalità dei sex offender e dei loro stili di pensiero per la prevenzione del reato stesso e della sua recidiva. A tale scopo, dodici detenuti della Casa Circondariale di Pesaro sono stati esaminati tramite anamnesi e questionari sulle distorsioni cognitive. Nelle conclusioni la ricerca evidenzia una difficoltà nel tracciare un profilo di personalità preciso per i sex offender dal momento che non sono emerse forti correlazioni tra i fattori presi in esame.

Silvia Bonino, Amori molesti. Natura e cultura nella violenza di coppia, Laterza, Bari, 2015, pp. 145
L’autrice, docente onorario di Psicologia dello sviluppo all’Università di Torino, si propone due scopi: chiarire le predisposizioni biologiche che possono favorire o contrastare la violenza contro le donne, un aspetto questo spesso trascurato dalle analisi sull’argomento, e mettere in luce le molte influenze culturali sotterranee che favoriscono l’accettazione della sopraffazione e della violenza contro le donne nella nostra società contemporanea. Si tratta di modelli antichi di comportamento, ma anche di nuovi modelli di dominanza, più difficilmente riconoscibili. Il libro esamina poi le prospettive per un futuro meno violento, puntando l’attenzione soprattutto sull’educazione dell’adolescenza.
Collocazione Biblioteca: 17345

Adolfo Francia, Alfredo Verde, Il reo narra il suo delitto: idee per una criminologia narrativa aperta alla complessità, in Rassegna Italiana di Criminologia, n. 2 (2015), pp. 116-125
Il presente contributo cerca di fare il punto circa la criminologia narrativa (come è noto dedicata prevalentemente, in campo internazionale, allo studio delle narrative del reo), che viene descritta e ampiamente criticata nella sua ambizione di volere risalire a comprendere le narrative che “spingerebbero” al delitto. Alla criminologia narrativa si contrappone in seguito l’approccio psicosociale di Gadd e Jefferson, aperto all’inconscio e alla possibilità di “riscrivere” interpretativamente l’accaduto, ma chiuso alla dimensione narratologica. Gli autori propongono infine, integrando entrambi gli approcci, una criminologia narrativa complessa, aperta alla molteplicità e alla sovradeterminazione. Un esempio clinico chiude la trattazione. Gli autori sono professori universitari di Criminologia.

Duccio Scatolero, Il braccio alzato. La violenza dell’uomo comune, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2015, pp. 287
Quante volte un braccio si alza per colpire e poi non lo fa e quante altre volte il colpo parte e può far male? Questo gesto è analizzato e approfondito dall’autore, che si misura con una serie di interrogativi seguendo i percorsi di vita e le difficoltà dell’uomo. Si parla della violenza di tutti i giorni, fatta e subita, da persone comuni che, a un certo punto della loro vita, si sono trovati di fronte a un ostacolo difficile da superare se non facendo del male o facendosi male. La voglia di far violenza può essere anche sottile, subdola, capace di insinuarsi leggera in qualsiasi vita normale, per poi esplodere in un attimo, il tempo di un gesto devastante.
Collocazione Biblioteca: 17015

Cristina Giuliani, Marialuisa Gennari, Intimate male partner violence: voci dei migranti musulmani, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 1 (mar. 2014), pp. 101-112
Obiettivo del contributo è esplorare il contesto della Intimate Male Partner Violence (IMPV) nelle coppie musulmane residenti in Italia. L’analisi preliminare di alcune interviste individuali e di gruppo, rivolte sia a donne vittime di violenza coniugale sia a uomini, tutti immigrati di prima generazione e di religione musulmana, ha consentito di indagare il ruolo che alcuni fattori di rischio esercitano nel generare, nella fase post migratoria, il fenomeno della IMPV e il suo perpetrarsi nel tempo, con particolare attenzione alle fonti di stress, all’isolamento sociale e all’assenza di una comunità etnica.

A cura di Valeria Schimmenti e Giuseppe Craparo, Violenza sulle donne. Aspetti psicologici, psicopatologici e sociali, Franco Angeli, Milano, 2014, pp. 205
Quali sono le motivazioni che possono spingere un uomo ad usare violenza fisica, psicologica o sessuale nei confronti di una donna? Quali sono gli effetti psicologici e psicopatologici della violenza sulla vittima? Quali sono le caratteristiche psicologiche dell’offender? Qual è la natura della relazione fra offender e vittima? Il testo cerca di dare risposte a queste e ad altre domande, al fine di superare valutazioni e soluzioni semplicistiche che rischiano di adombrare la complessità di un fenomeno e di suggerire rimedi inadatti, laddove prevenirlo giova alla tutela sia del benessere individuale delle potenziali vittime che della sicurezza collettiva. L’ultimo capitolo è dedicato agli autori della violenza: chi sono e perchè lo fanno.
Collocazione Biblioteca: 16715

Tamar Pitch … [et al.], Relazioni tra i generi e violenza, in Pedagogika.it, n. 2 (apr.-giu. 2013), pp. 7-78
Nel dossier “Relazioni tra i generi e violenza” l’argomento della perdurante violenza di genere sulle donne è affrontato da vari punti di vista: sociologico, antropologico, psicologico, pedagogico, giuridico e narrativo. L’intento è quello di cercare una valida chiave interpretativa del femminicidio, scavando soprattutto nella profondità delle relazioni affettive e familiari, e affrontando il fenomeno come problema culturale e sociale, che attiene alle relazioni sessuate nella nostra società e al loro codificarsi attraverso stereotipi e convenzioni sociali che riportano ancora alla struttura patriarcale dei rapporti tra i sessi.

Francesca Maria Zanasi, Violenza in famiglia e stalking. Dalle indagini difensive agli ordini di protezione, Giuffré, Torino, 2006, pp. 651
La violenza familiare è una realtà che si registra trasversalmente in ogni fascia sociale con modalità ed intensità sempre diverse, che ledono non solo il corpo, ma anche e soprattutto, la mente e gli affetti. La traccia comune è costituita dalla volontà di sopraffare il familiare debole, privandolo di dignità, decoro e libertà attraverso strategie umilianti e dolorose. Vengono illustrate tutte le forme di violenza domestica, da quella psicologica, più difficilmente riconoscibile, a quella fisica, economica, sessuale e a quella “assistita”. Al ventaglio delle violenze familiari è stato aggiunto lo “stalking.
Collocazione Biblioteca: 17006

Violenza di genere: le vittime

Iain R. Brennan, When is violence not a crime? Factors associated with victims’ labelling of violence as a crime, in International Review of Victimology, n. 1 (gen. 2016), pp. 3-23
Molte persone non considerano la violenza contro di loro come un reato ma non si conoscono i fattori che influenzano questa risposta. Comprendere come viene interpretata la “valenza criminale” della violenza permette di comprendere il senso che le vittime danno alla loro esperienza, come le comunità influenzano gli atteggiamenti verso la vittimizzazione, e le denunce del crimine alla polizia. La ricerca qui descritta ha usato un campione trasversale aggregato di rispondenti alla Crime Survey for England and Wales (Indagine sui reati per l’Inghilterra e il Galles) per individuare i fattori associati alla decisione di etichettare o no un incidente violento come reato.

Kim Me Lens … [et al],  Observers’ reactions to victim impact statements: a preliminary study into the affective and cognitive responses, in International Review of Victimology, n. 1 (gen. 2016), pp. 45-53
La recente ricerca nel campo della vittimologia sostiene che le percezioni e i giudizi delle persone riguardo alle vittime siano influenzati negativamente quando vengono deluse le loro aspettative rispetto al comportamento emotivo della vittima stessa. In altre parole, la delusione delle aspettative può portare a una vittimizzazione secondaria: le vittime possono essere giudicate meno credibili, soffrire di livelli più alti di svilimento e ricevere minore solidarietà come risultato della delusione delle aspettative. In questo studio sono state approfondite le conseguenze affettive ed esaminate le possibili conseguenze cognitive delle aspettative deluse attraverso il coinvolgimento di 64 studenti in qualità di osservatori.

A cura di Simonetta Ulivieri, Corpi violati. Condizionamenti educativi e violenze di genere, Franco Angeli, Milano 2014, pp. 157
I fatti eclatanti di violenza sulle donne dimostrano che le leggi paritarie, la cultura di parità, le politiche di pari opportunità hanno raggiunto e convinto solo alcune fasce della nostra popolazione e che una nuova consapevolezza generalizzata è in corso di costruzione, ma con grandi ritardi, perché non condivisa e negata in molte famiglie. Questo volume, che accoglie i saggi di diverse pedagogiste tra cui la curatrice Simonetta Ulivieri, ha il merito di proporre una lettura pedagogica di questa infinita tragedia, perchè educativo è il dispositivo che la fonda e solo educativa sarà la via d’uscita.
Collocazione Biblioteca: 17106

Ignazia Bartholini, Violenza di prossimità. La vittima, il carnefice, lo spettatore, il “grande occhio”, Franco Angeli, Milano, 2013, pp. 201
Il volume affronta il tema della violenza di coppia che si manifesta soprattutto quando il conflitto è venuto a mancare: essa si innesta in un contesto relazionale oppressivo in cui i partner assumono i ruoli di vittima e carnefice. Secondo l’autrice, ricercatrice dell’Università degli Studi di Palermo, la violenza di prossimità può realizzarsi solo se il rituale prevede degli spettatori (figli, parenti, vicini di casa …). Il testo analizza alcune delle principali articolazioni teoriche del dibattito sul tema e le pone a confronto con l’esperienza e il vissuto di donne siciliane vittime di violenza.
Collocazione Biblioteca: 16679

Gilda Scardaccione, Le vittime e la vittimologia. Teorie e applicazioni, Franco Angeli, Milano, 2015, pp. 231
La vittimologia, sin dalle sue origini, si è imposta come disciplina orientata alla rivoluzione delle vittime, sviluppandosi in diverse aree di interesse in una prospettiva interdisciplinare che coinvolge l’ambito penalistico, sociologico e psicologico. Il volume ripercorre questa evoluzione rilevando in modo particolare i fattori di vulnerabilità che facilitano i processi di vittimizzazione, con particolare riferimento alle vittime di età minore e alla violenza di genere, indicando anche le possibili cautele per evitare negli interventi giudiziari e istituzionali fenomeni di vittimizzazione secondaria.
Collocazione Biblioteca: 17445

A cura di Giuditta Creazzo,  Se le donne chiedono giustizia. Le risposte del sistema penale alle donne che subiscono violenza nelle relazioni di intimità: ricerca e prospettive internazionali, Il Mulino, Bologna, 2013, pp. 366

L’impunità delle violenze maschili contro partner o ex partner è un dato di fatto, reso evidente anche dai risultati di indagini epidemiologiche condotte in svariati paesi. Di recente tuttavia molte cose sono cambiate: oggi le aspettative e le richieste rivolte alle vittime sono diverse e talora contraddittorie. Il punto di vista delle donne vittime di violenza e quello di testimoni privilegiati, appartenenti a soggetti istituzionali e associativi, viene qui ricostruito e messo a confronto con quello di chi opera all’interno del sistema penale – forze dell’ordine, giudici e pubblici ministeri – e con i risultati dell’analisi di campioni significativi di fascicoli giudiziari. L’indagine, svolta nell’ambito del Programma Daphne III dell’Unione Europea, è coordinata dalla Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo di Bologna.
Collocazione Biblioteca: 16563

Prevenzione, servizi, trattamento

Jacopo Tomasi, Uomini (violenti) da ascoltare. Il ruolo dei Centri per maltrattanti in un’ottica di prevenzione, in Lavoro sociale, n. 4 (ago. 2015), pp. 35-39
Nel presente articolo l’autore descrive il ruolo del Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti onlus (CAM). La finalità di questa associazione è il recupero e l’ascolto di uomini che maltrattano le loro partner e la protezione delle donne vittime di violenza domestica. Si tratta del primo centro in Italia nato a livello nazionale, sul modello di realtà già esistenti a livello internazionale, in cui il lavoro si è spesso sviluppato in parallelo ad un sistema giudiziario che preveda la possibilità di inserire questi programmi come momenti educativi affiancati a condanne penali.

Antonino Riolo, Elisabetta Pascolo-Fabrici, Comorbilità psichiatriche nelle stalkers tra necessità di cure ed esigenze di giustizia, in Rassegna Italiana di Criminologia, n. 4 (2015), pp. 276-284
Questo lavoro intende offrire un contributo relativamente al tema della comorbilità psichiatrica riscontrata nei primi tre casi di stalking al femminile giunti all’osservazione diretta degli autori che lavorano in un Centro di Salute Mentale e che sono stati chiamati a ricoprire incarichi di consulenti tecnici d’ufficio o di parte. Pur esigui nel numero, questi tre casi sono i soli di stalking al femminile entrati nell’orbita della psichiatria di comunità dell’area territoriale in cui operano gli autori. Sono state riviste le loro storie personali e le anamnesi cliniche, esaminando gli elaborati peritali che le riguardavano o le memorie scritte dagli avvocati difensori.

A cura di Laura De Fazio, Chiara Sgarbi, Stalking e rischio di violenza. Uno strumento per la valutazione e la gestione del rischio, Franco Angeli, Milano, 2012, pp. 127
Il volume raccoglie alcuni contributi sul fenomeno degli atti persecutori, con particolare riferimento al problema del rischio di violenza connesso a tali condotte. Alla rassegna introduttiva della letteratura esistente in materia di stalking e violenza fa seguito un contributo che riporta i risultati di una ricerca italiana sul tema. Attraverso questa ricerca gli autori hanno elaborato uno strumento operativo per la valutazione e la gestione del rischio di violenza grave nelle situazioni di stalking.
Collocazione Biblioteca: 15560

Anna Costanza Baldry, Dai maltrattamenti all’omicidio. Valutazione del rischio di recidiva e dell’uxoricidio, Franco Angeli, Milano, 2013, pp. 207
Questo libro fornisce un quadro esaustivo scientifico e operativo sul fenomeno dei maltrattamenti all’interno della coppia o IPV (Intimate Partner Violence) e della valutazione del rischio di recidiva e dell’uxoricidio. In particolare, l’autrice, dopo aver preso in rassegna le ricerche e le prassi operative attualmente esistenti a livello nazionale e internazionale sul fenomeno della violenza domestica e sulla normativa in materia, presenta un concetto, quello della valutazione del rischio, ormai in uso in Italia da qualche anno, attraverso il metodo SARA (Spousal Assault Risk Assessment), in uso da parte delle forze di polizia, della magistratura e dei centri antiviolenza.
Collocazione Biblioteca: 16281

Roberto Maniglio, Coppia e violenza. Dinamiche, fenomenologia e trattamento, Franco Angeli, Milano, 2011, pp. 237
Il volume prende in esame la fenomenologia della violenza nella coppia nelle sue molteplici forme, fisica, sessuale e psicologica; analizza la prevalenza e l’incidenza degli abusi perpetrati e subiti in rapporto alle differenze di genere di autori e vittime e alle diverse tipologie di coppia; descrive gli effetti della violenza sulle vittime e sui bambini che sono coinvolti direttamente indirettamente in qualità di testimoni; dà ampio spazio alla discussione critica dei fattori di rischio individuale e relazionale. Infine, vengono presentati gli approcci psicoterapeutici più aggiornati rivolti agli autori di violenza, alle vittime e ai loro figli.
Collocazione Biblioteca: 17037

Rose Galante, Perché non lo lascio? Storie e psicoterapie di donne legate a uomini maltrattanti, Antigone, Torino, 2012, pp. 287
Questo libro parla di donne vittime e cresciute con la violenza; l’autrice ha scelto di lasciar parlare le donne stesse e nel libro si può leggere integralmente la storia vera di Angela, presa a portavoce di tutte le donne maltrattate di cui Rose Galante si è presa cura negli anni. L’attenzione è particolarmente rivolta alla terapia di sostegno per le donne maltrattate e per i loro compagni maltrattanti. Rose Galante si è specializzata in psicoterapia all’Università di San Francisco e oggi dirige il Centro di Terapia Relazionale di Catania, dove si occupa di coppie con problemi di maltrattamento e violenza. Collocazione Biblioteca: 17383

Pietro Ciliberti … [et. al.] I mutamenti organizzativi dei dipartimenti di salute mentale per la presa in carico dei pazienti autori di reato, in Rassegna Italiana di Criminologia, n. 2 (2015), pp. 127-133
L’applicazione delle nuove norme in tema di trattamento dei pazienti autori di reato apre problemi e criticità nell’organizzazione dei DSM, soprattutto in alcune aree di intervento: costruzione di rapporti continuativi di supporto e collaborazione con la Magistratura; organizzazione del Dipartimento che consenta di avere un punto di riferimento stabile con compito di regia di tutti i percorsi di cura e di supporto agli operatori a vario titolo coinvolti; attivazione di programmi psicoeducazionali per i famigliari/vittime ed orientati ai processi di recovery e di inclusione sociale; processi formativi continuativi che mettano in relazione la dimensione clinica con quella giuridica; percorsi di cura ai vari livelli con sistemi di monitoraggio che prevedano anche il coinvolgimento di tutta l’èquipe; attivazione di sistemi di supervisione e audit clinico sui casi complessi.

Fare luce sulla violenza. Quando la mediazione non è possibile, in Lavoro sociale, n. 3 (giu. 2015), pp. 5-9
L’articolo delinea un quadro della violenza sulle donne e sulle strategie degli aggressori, definito grazie alla voce delle vittime e al lavoro degli operatori. Per contrastare il fenomeno e garantire protezione servono cultura e formazione. La mediazione tra un uomo violento e una donna vittima è molto difficile; secondo alcuni ricercatori addirittura contraria ai diritti umani delle donne.

A cura di Mariano Pizzimenti, Aggressivita e sessualità, Il rapporto figura/sfondo tra dolore e piacere, Franco Angeli, Milano , 2015, pp. 239
Questo testo nasce dall’esigenza di rivalutare in chiave più attuale e moderna, la funzione che l’aggressività e la sessualità svolgono nella psicoterapia della Gestalt. Secondo l’autore, psicologo e psicoterapeuta di indirizzo Gestaltico, è arrivato il momento di pensare alla relazione tra aggressività e sessualità, riequilibrandole, chiarendo entrambe in termini relazionali. Considerare aggressività e sessualità in un rapporto figura/sfondo fa parte di un lavoro di superamento delle false dicotomie, come ad esempio dolore e piacere. La psicoterapia della Gestalt dei primi anni valorizzava l’aggressività per la sua forza trasformatrice, positiva e creatrice di piacere. Oggi essa sposta l’attenzione verso la co-creazione dell’esperienza di contatto tra terapeuta e paziente, e verso la rivalutazione della sofferenza che spesso si nasconde dietro le strategie di sopravvivenza del paziente, e che il terapeuta impara a cogliere sviluppando la propria capacità empatica.
Collocazione Biblioteca :17434

A cura di Folco Cimagalli, Le politiche contro la violenza di genere nel welfare che cambia. Concetti, modelli e servizi, Franco Angeli, Milano, 2014, pp.191
La violenza contro le donne è un fenomeno di proporzioni inquietanti, che conosce molteplici fisionomie e incrocia dimensioni eterogenee: contesto culturale e ruoli sociali, rappresentazioni simboliche e potere, vissuti individuali e tratti psicologici. Il volume si interroga su quali siano e quali possano essere oggi – in una fase di ridisegno profondo del welfare – le politiche di contrasto e prevenzione. L’ipotesi che guida il lavoro è che quelle contro la violenza proprio perché operanti in un ambito sui generis – siano politiche ad alto contenuto di innovazione: esse richiedono, congiuntamente, un lavoro sul sistema e sulla persona; favoriscono interventi flessibili e integrati; promuovono azioni di tipo preventivo e non meramente riparative. Il volume ripercorre gli esiti di una ricerca nazionale Prin (Lumsa, Università di Milano-Bicocca, Università di Pavia, Università della Calabria, Università di Palermo) e descrive lo stato in Italia delle politiche e dei servizi in argomento. Collocazione biblioteca: 16821

Paola Degani, Roberto Della Rocca, La protezione delle donne vittime di violenza nella prospettiva dei diritti umani. Una riflessione in chiave operativa, Cleup, Padova, 2013, pp. 274
Proporre una riflessione sul fenomeno della violenza nei confronti delle donne utilizzando la bussola dei diritti umani significa anzitutto ragionare sulla discriminazione sessuale, ovvero sulla distanza in termini di potere e di risorse che ancora separa gli uomini dalle donne. Ne deriva che considerare la violenza alla luce del paradigma diritti umani implica pensare a degli orientamenti di tipo operativo e a delle modalità di organizzazione dei sistemi d’intervento che materialmente mettano al centro la persona e i suoi bisogni. Il volume offre una sintesi in chiave critica di alcune questioni rilevanti sotto il profilo della promozione dei diritti umani delle donne e della protezione rispetto alla violenza con una prospettiva orientata alla dimensione operativa.
Collocazione Biblioteca: 16641

Anna Costanza Baldry, Fabio Roia, Strategie efficaci per il contrasto ai maltrattamenti e allo stalking. Aspetti giuridici e criminologici, Franco Angeli, Milano 2012, pp. 139
Questo manuale, scritto da due esperti professionisti nel settore – Anna Costanza Baldry, psicologa e criminologa e Fabio Roia, magistrato e già membro del Consiglio Superiore della Magistratura – fornisce risposte concrete, tecniche, scientifiche e normative su cosa si può fare nei casi di maltrattamenti e stalking, guidando il lettore nella comprensione degli strumenti, dei loro vantaggi, dei limiti e degli ambiti di applicazione, attraverso una disamina delle più recenti sentenze che costituiscono un importante supporto a tutti coloro che operano nel settore.
Collocazione Biblioteca: 15588