Intercultura e integrazione

distrani

Davide Pizzi, Due bambine mendicano per strada. Come non abituarsi alla marginalità e dispersione scolastica dei minori rom, in Animazione Sociale, a. 46, n. 300 (apr. 2016), pp. 74-82
L’autore è assistente sociale e parte dalla sua esperienza professionale per ragionare sul tema dell’emarginazione dei minori rom e della loro dispersione scolastica, in Italia ancora elevatissima. Occorre far leva sulla mediazione culturale e sul sostegno alle famiglie, combattendo quella forma di fatalismo per cui ci si abitua a vedere i bambini rom nelle strade a mendicare.

educazione-interculturale

Flavia Virgilio, Il curricolo dalla parte delle radici. Partire dagli studenti per costruire cittadinanza, in Educazione interculturale, n.1 (gen. 2016) – on line, pp. 9
Il testo illustra e discute due esperienze di lavoro di progettazione curricolare in una scuola secondaria di primo grado che, partendo da problemi concreti di gestione delle classi e valorizzando le competenze informali degli allievi, hanno consentito la promozione di competenze trasversali di cittadinanza e di competenze specifiche legate all’area dei linguaggi e delle tecnologie. Gli obiettivi che ci si è posti riguardano l’individuazione di criteri di riconoscibilità nel lavoro scolastico e nella progettazione curricolare di competenze maturate dagli allievi in ambito informale. La metodologia utilizzata nell’attività è stata la ricerca- azione. Le tecniche di rilevazione impiegate sono state molteplici e vanno dall’osservazione partecipante alle produzioni testuali e visuali dei ragazzi. L’autrice è collaboratrice di ricerca e docente all’Università di Udine, si occupa di processi migratori, cittadinanza e educazione in una prospettiva interdisciplinare tra Antropologia e Pedagogia sociale.

Mariagrazia Santagati, Vinicio Ongini, Alunni con cittadinanza non italiana. Tra difficoltà e successi. Rapporto nazionale. A.s. 2013/2014, Fondazione ISMU, Milano, 2015, pp. 143
Il rapporto, a cura del gruppo di lavoro composto dai ricercatori della Fondazione ISMU e dai rappresentanti del MIUR, si propone di approfondire con analisi statistiche puntuali le caratteristiche della presenza degli alunni con cittadinanza non italiana in tutti i livelli scolastici, seguendo l’evoluzione del fenomeno in Italia e nei contesti regionali. Tre sono le chiavi specifiche di lettura: le traiettorie scolastiche, formative e biografiche degli alunni stranieri; la comparazione tra alunni italiani e stranieri; le difficoltà e le disuguaglianze che ancora si verificano nel processo di apprendimento, come anche i successi formativi. Gli ultimi due capitoli del rapporto sono dedicati alle opportunità di istruzione per gli adulti stranieri e a un’analisi della situazione nei diversi paesi europei.

Anna Granata, Diciottenni senza confini. Il capitale interculturale d’Italia, Carocci, Roma, 2015, pp. 111
Il libro nasce da una ricerca svolta dall’autrice tra marzo 2012 e settembre 2013. Sono state condotte trenta interviste in profondità, della durata di un’ora ciascuna, attraverso le tematiche dell’internazionalità e dell’intercultura. I protagonisti di questo libro appartengono infatti a una generazione inedita: hanno diciotto anni, un cognome italiano o straniero, e il passaporto nella tasca dei jeans. Sono “senza confini”, anche quando non hanno mai attraversato le frontiere d’Europa. Le loro amicizie sui banchi di scuola costituiscono, più di qualsiasi lezione di educazione civica, la miglior occasione di formazione a una cittadinanza plurale e cosmopolita. Il libro raccoglie le voci e le storie della prima generazione che cresce in Italia a “pane e intercultura”, destinata a mettere in discussione ogni nostra consolidata idea di cittadinanza e mobilità. L’autrice, psicologa e ricercatrice, insegna Pedagogia interculturale presso l’Università degli Studi di Torino.
Collocazione Biblioteca:17088

Maria Piacente … [et al.], Migranti, in Pedagogika.it , a. 19, n. 4 (ott.–dic. 2015), pp. 5-78
Il presente lavoro raccoglie alcuni contributi sui flussi migratori, sulle identità di chi è in “movimento”, in divenire, sulle Culture diverse dalle nostre e dà voce a ragazze e ragazzi italiani, per capire cosa pensino dei migranti e del modo in cui arrivano in Italia. Attraverso alcune testimonianze dirette, valido strumento per comprendere l’altro e l’importanza di accogliere chi ha diritto e necessità di essere accolto, risulta forte la consapevolezza che i flussi migratori sempre più “planetari” e il ritorno del razzismo sono la sfida che l’educazione interculturale, alla pace e alla mondialità deve saper cogliere in questi anni.

A cura di Federica Filippini, Spunti per nuovi percorsi di interculturalità, in Educazione interculturale, n.3 (ott. 2015) – on line
Questo numero monografico tratta di nuovi percorsi per l’intercultura. Nell’editoriale A. Canevaro argomenta che, per poter affrontare i fatti drammatici di attualità, è necessario per la rivista avere un progetto unitario, permeato di speranza e in grado di darsi del tempo di riflessione per potersi poi progettare nel futuro. Seguono i seguenti contributi: “Conflitti etnico-culturali: dall’indifferenza alla strumentalizzazione e alla violenza” di A. Genovese; “Narrare incontri. La letteratura per l’infanzia e l’educazione interculturale” di W. Grandi; “La cura e l’accoglienza nelle narrazioni di educatrici di nido d’infanzia” di S. Lorenzini; “Un posto in classe per altre lingue” di L. Luatti; “Le dispersioni scolastiche di alunni e insegnanti” di G. Guerzoni; “Perché ho scelto questa scuola? Riflessioni sul drop-out e orientamento scolastico” di F. Antonelli; “La relazione: l’ovvio di cui nessuno si occupa” di M. Anzivino; “Da femmina a maschio. Un progetto sull’identità e le differenze di genere nella scuola dell’infanzia ” di D. Soci; “Mi chiamo Draga. Dalla storia personale alla riflessione interculturale” di D. Petrovic.

Razvan Sandru, I Rom e l’educazione in Romania. Un’analisi dei problemi educativi, in Zingari Oggi, n. 3 (mag.-giu. 2015), pp. 24-28
Secondo l’autore, l’educazione dei Rom in Romania e in Europa è caratterizzata da una bassa percentuale di frequenza, alti livelli di abbandono scolastico, forti percentuali di analfabetismo o semianalfabetismo, sia negli adulti che nei giovani e una bassa percentuale di studenti che completano l’educazione primaria. Alcune cause di questo fenomeno sono le politiche inefficienti, la discriminazione e la segregazione, i comportamenti pregiudiziali e un sistema di insegnamento rigido ed estraneo.

Andrea Aguti … [et al.], Quale religione?, in Pedagogika.it, a. 19, n. 3 (lug.-set. 2015), pp. 8-79
Il dossier di questo numero intende far riflettere sulla diversità religiosa, cioè sui problemi posti dalla pluralità delle religioni e dalla loro difficile coesistenza, e dalla tendenza contemporanea a rendere la religione qualcosa di personale, che determina una notevole varietà nel modo di concepirla. Il dossier raccoglie i contributi seguenti: – Diversità religiosa e religione personale; – Rileggere la religione; – La deriva fondamentalista del pensiero e delle religioni nella contemporaneità; – La morte di Dio; – Pluralismo religioso: una sfida per la didattica; – Educare alla laicità; – La religione cristiana, oggi; – Narcisismo, vita religiosa e gerarchia ecclesiale; – Diritto divino e diritto naturale nell’Islam; – La donna: dai doveri religiosi a quelli sociali; – La libertà è fedele; – Attualità di una via radicale; – Bibbia, cultura, scuola.

A cura di Miriam Traversi, La valutazione degli allievi stranieri nella scuola italiana. Ancora un problema?, in Educazione interculturale, n.1 (gen. 2015) – on line, vol. 13, pp. 12
In questo numero monografico viene affrontato il tema della valutazione degli alunni stranieri nella scuola italiana. Le carriere scolastiche di questi alunni sono dei variegati percorsi a ostacoli: vulnerabilità e svantaggio creano una sorta di circolo vizioso, un effetto moltiplicatore che sfocia in dispersione e ineguali opportunità. A pesare sono innanzitutto le contraddizioni e le approssimazioni della normativa, che è incapace di affrontare una realtà così composita, anche perchè non è sostenuta da adeguate risorse in termini professionali e organizzativi. Sono presenti i seguenti articoli di approfondimento: “Prima e dopo la valutazione. Nodi e prospettive” di M. Frigo; “Valutare: evitare il proverbiale rischio di “mettere il carro davanti ai buoi”” di E. G. Bettinelli; “Bisogno di competenze interculturali per una società sempre più complessa” di M. Milani; “Valutazione degli studenti stranieri: ancora non ci siamo” di F. Farinelli; “Programmazione di interventi didattico-educativi specifici e valutazione formativa per la riuscita scolastica degli alunni stranieri. Il binomio forte da rivisitare” di D. Sarracino. Seguono alcune esperienze didattiche e di valutazione a scuola e un’esperienza sulle implicazioni pedagogiche dell’adozione internazionale.

pregiudizio

Angelo Nobile, Il Pregiudizio, Natura, fonti, modalità di risoluzione, La Scuola, Brescia,  2014, pp. 222
La ricerca, soprattutto psicologica e sociologia, ha focalizzato prevalentemente il pregiudizio etnico-razziale e, più recentemente, anche quello sessista. Il libro, collocandosi in una prospettiva interdisciplinare, intende dilatare questa prospettiva, dedicando attenzione a tutte le forme e varietà di pregiudizio, con i connessi meccanismi di etichettamento, di stigmatizzazione e di esclusione, col supporto di esemplificazioni tratte dalla storia, dalla cronaca, dall’autobiografia, dalla biografia, dalla letteratura, dal cinema e dai fumetti. Nella seconda parte inoltre si delineano alcune possibili strategie educative ed itinerari didattici mirati alla prevenzione del pregiudizio e alla sua decostruzione.
Collocazione Biblioteca: 17411

Ivo Colozzi, Luigi Tronca, L’integrazione dei bambini stranieri mediante la scuola: elementi per una nuova proposta teorico-metodologica e prime risultanze empiriche, in Studi di Sociologia, a. 52, n. 4 (ott.-dic. 2014), pp. 343-363
Il tema centrale del presente contributo è il ruolo della scuola primaria nel processo di integrazione dei figli di immigrati, con l’intento di individuare quali siano i fattori che maggiormente favoriscono od ostacolano tale processo. Viene perciò presentato l’approccio sociologico di A. Wimmer che negli ultimi anni ha profondamente innovato il dibattito sull’integrazione, per presentare poi i principali risultati di alcune ricerche empiriche che hanno cercato di misurare la capacità di integrazione della scuola primaria utilizzando la metodologia della network analysis. Viene poi esposta la metodologia della ricerca empirica sul tema e i principali risultati emersi.

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Vittorio Moroni, Se chiudo gli occhi non sono più qui, film drammatico, Italia, 2014,98′
Kiko ha 16 anni. Suo padre, morto in un incidente, era italiano. Sua madre Marilou è filippina. Vivono con Ennio, il nuovo compagno della mamma, un caporale che sfrutta immigrati clandestini. Ogni giorno, dopo la scuola, Kiko è costretto a lavorare nei cantieri edili di Ennio. Sente di vivere nel pianeta sbagliato. C’è un solo posto dove è possibile sognare: un vecchio bus abbandonato in una discarica che Kiko ha trasformato nel suo rifugio. Un giorno un vecchio amico del padre, Ettore, viene a cambiare il suo destino: lo cerca e si offre di diventare il suo maestro. Ma quell’uomo nasconde un segreto. In “Se chiudo gli occhi non sono più qui” – frase che esprime il disagio e la voglia di essere altrove del giovane protagonista – il regista racconta l’adolescenza di Kiko, un ragazzo a metà tra due paesi e due culture. L’adolescenza è un territorio selvaggio, devastante e a volte devastato. Inizia ormai prima e si prolunga spesso al di là dei canonici “teens”, in una società che offre ai giovani sempre meno lavoro, padri e maestri. E’ in questo spazio – e in un Nordest che diventa una zona di confine dell’anima – che si situa la storia del nuovo film di un regista che ama dividersi tra documentario e finzione, spesso incrociandoli. Moroni ben rappresenta lo spaesamento e la confusione di un’età fragile, in un’epoca in cui si sono rotte le tradizionali barriere di sicurezza che traghettavano i ragazzi verso l’età adulta. Ben conosce la rabbia, il senso di impotenza e frustrazione, l’egoismo e il manicheismo di una fase della vita in cui si pongono le basi per il futuro adulto ma il mondo viene ancora diviso in bianco e nero. E’ questa la parte più riuscita del film, assieme alle ottime interpretazioni dei suoi attori, a partire proprio dal protagonista al debutto, Mark Manaloto, che sa rendere reale il suo Kiko con gesti ed espressioni mai forzati, facendo propri dialoghi e situazioni non sempre facili da interpretare.
Collocazione Biblioteca: 02D97

locandina

Stefano Mencherini, Schiavi. Le rotte di nuove forme di sfruttamento, documentario, Italia, 2013, 90′
Il film, realizzato in circa due anni e mezzo, documenta la gestione truffaldina dell’ultima “emergenza immigrazione” (ENA, Emergenza Nord Africa) e la superficialità inutilmente repressiva con cui la politica affronta temi epocali come quello dell’immigrazione; la disperazione e la rabbia dei migranti; l’assenza dell’Unione europea verso un Paese, l’Italia, diviso tra apartheid e solidarietà, con imprenditori e caporali alla sbarra a Lecce in un processo, unico in Europa, per riduzione in schiavitù. Attraverso questo racconto si comprende chi sono i rifugiati, da quale inferno sono passati, perchè provano a forzare le frontiere europee in cerca d’asilo. “Schiavi” ci racconta poi cosa accade a molti migranti quando finalmente giungono nella “terra promessa” che si rivela, per alcuni, inospitale e terribile. E ci mostra le gravi carenze del sistema di accoglienza.
Collocazione Biblioteca: 02D65

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Andrea Segre, La prima neve, film drammatico, Italia, 2013, 104′
Michele è un undicenne che vive in Val dei Mocheni, tra le montagne del Trentino, con la madre e il nonno paterno Pietro, apicoltore e falegname. Il padre è morto da poco, lasciando la famiglia, e in particolare Michele, in una situazione di profonda crisi. A questo dolore scorre parallela la sofferenza di Dani, un giovane originario del Togo fuggito dalla guerra in Libia, ospite di un centro di accoglienza e incapace di accettare la sua paternità. Le loro vite si incrociano quando Dani viene mandato a lavorare da Pietro: in quel contesto avranno modo di imparare ad ascoltarsi, capirsi, curando le proprie ferite e potrebbero avere entrambi bisogno di quella “prima neve” che sta per arrivare. Un tempo breve e necessario, che permette a dolori e silenzi di diventare occasioni per capire e conoscere. Un tempo per lasciare che le foglie, gli alberi e i boschi si preparino a cambiare.
Collocazione Biblioteca: 02D92

container

Stefano Liberti, Enrico Parenti, Container 158. La vita nel campo Rom più grande d’Europa, documentario, Italia, 2013, 62′
Miriana aspetta due gemelle e una casa decente in cui far crescere i suoi quattro figli. Remi ripara le auto che i clienti portano a questo meccanico abile ed economico (anche perché lavora in nero) ma senza un’officina. Giuseppe prende il camioncino ogni mattina e va a cercare pezzi di ferro, in una forma originale di riciclaggio che procura alla sua famiglia (è il marito di Miriana) il minimo indispensabile per vivere. Brenda ha diciotto anni e ha già abbandonato il sogno di diventare dottoressa. Sasha, Diego, Marta, Cruis frequentano le scuole elementari arrivando regolarmente in ritardo, e prendendosi i rimproveri delle maestre. È la vita quotidiana degli “abitanti” del campo Rom di Via di Salone, situato nel mezzo del nulla alle porte di Roma, il più grande d’Europa con quasi 1000 cittadini rom. Stefano Liberti ed Enrico Parenti, che per girare questo documentario hanno trascorso dieci giorni all’interno di uno dei container, lasciano parlare gli “zingari” (nome che loro non riconoscono, ma si ritrovano appiccicato addosso) senza fare commenti, e danno voce anche a due italiani che vivono vicino al campo di Salone. Ciò che interessa ai due registi è soprattutto illuminare le contraddizioni create dalla legge italiana e dal comportamento ambiguo delle amministrazioni locali, che da una parte dichiarano di volere l’integrazione dei Rom nel nostro Paese, dall’altra rendono di fatto impossibile che questa abbia luogo.
Collocazione Biblioteca: 02D80