Intercultura e integrazione

distrani

di Jack Koch

 

copertina-Ciotti-Alberti-Per-un-Nuovo-Umanesimo-2Luigi Ciotti, Vittorio V. Alberti, Per un Nuovo Umanesimo. Come ridare un ideale a italiani e europei, Solferino, Milano, 2019, pp. 125
Oggi l’Europa dei muri sta soffocando la sua antica identità, ha smarrito il suo fine e il suo ideale, mentre l’Unione corre il grave rischio di disintegrarsi e lo Stato democratico è in crisi tra contraddizioni del sovranismo, impoverimento diffuso ed emergenza economica e criminale. Per invertire una deriva così pericolosa, occorre ricostruire anzitutto la nostra identità di italiani ed europei, sconfessando la sua negazione da parte della globalizzazione neoliberista e abbattendo i muri alzati dal sovranismo populista. Occorre costruire un nuovo umanesimo che orienti le differenze e crei un rinnovato ideale. Don Luigi Ciotti e il filosofo Vittorio V. Alberti firmano un saggio-manifesto in cui spiegano la necessità di un programma educativo, sistematico e a lungo termine volto a rianimare l’ideale europeo, che parta da scuole e università per ricucire la società.
Collocazione Biblioteca: 18253

A cura di Giovanna Grenga, Il ruolo dei Fondi Europei per l’Istruzione per il popolo Rom, in Rom e Sinti Oggi, n. 2 (apr.-mag. 2019), pp. 6-7
Nel presente articolo, l’autrice propone alcune riflessioni sulla difficoltà di integrazione della popolazione di rom e sinti in Europa e sull’importanza di politiche e azioni sociali da parte della Comunità Europea per dare ascolto anche al disagio della popolazione residente ed evitare che si radicalizzi un rifiuto per chi si sta sistematicamente attivando. L’autrice cita nell’articolo alcuni felici casi di integrazione, che costituiscono “buone ragioni” per sostenere sempre più decisamente un’Europa che aiuti i più deboli, con efficaci politiche di integrazione, di educazione e di gestione dell’ambiente e dell’economia. Nel n. 1 della rivista (gen.-feb. 2019), troviamo anche alle pp. 4-7, L’intervista alla dirigente del progetto RSC Adriana Ciampa.

Roberta Nepi, Leggere in tutte le lingue del mondo. Una città, un nido d’infanzia, tante lingue, in Bambini, a. 35, n. 4 (apr. 2019), pp. 60-64
Il presente articolo si sviluppa sull’esperienza di un nido plurilingue e pluriculturale composto da ventidue bambini, di cui nove sono di madrelingua italiana, due figli di coppie miste e undici di madrelingua diversa dall’italiano (spagnolo, moldavo, francese, arabo, albanese, kosovaro). La valorizzazione delle lingue di origine rappresenta una grande occasione per lo sviluppo cognitivo dei bambini, una risorsa per uno sviluppo intellettivo armonico e una solida base dove far crescere nuove identità.

Cover_Lo_strano_imbroglioAndrea Canevaro, Lo strano imbroglio, Ciesse, Cinto Euganeo, 2019, pp. 136
L’autore, docente universitario di Pedagogia speciale, disciplina che ha contribuito a sviluppare e diffondere in Italia, impegnato sul fronte dell’inclusione sociale, in particolare nell’ambito della disabilità, costruisce un testo a metà tra la narrazione e il saggio. Attraverso l’espediente dei due gemelli, uno noto e l’altro ignoto, diversi per modo di essere prima che di pensare, l’autore sollecita nel lettore riflessioni su temi che riguardano la nostra società come l’accoglienza ai migranti, l’inclusione di chi è diverso, il ruolo dei mezzi di informazione, i diritti, il potere, la politica, i rapporti sociali. Al lettore il compito di immaginare chi o cosa possano rappresentare i due gemelli.
Collocazione Biblioteca: 18435

A cura di Laura Marchetti, L’umanità come Patrimonio. Complessità e intercultura nelle politiche educative UNESCO, Andrea Pacilli Editore, Manfredonia (FG), 2018, pp. 254
Il libro tratta dei progetti dell’UNESCO, un’organizzazione con un progetto educativo straordinario, un progetto politico che ha come scopo quello di migliorale la situazione politica mondiale, di dare una nuova forma al mondo, eliminando la guerra e il razzismo, ma “nella mente delle persone”, attraverso la diffusione dell’arte, l’educazione, la cultura e la scienza. In questo senso la cultura diventa uno strumento per l’esercizio di un potere alternativo, un potere buono che è un mezzo per ottenere la pace mondiale e una “cittadinanza mondiale”.
Collocazione Biblioteca: 18431

A cura di Sandro Invidia, Che razza di scuola? Accogliere, raccontare, insegnare le differenze, in La ricerca, a. 6, n. 15 (dic. 2018), pp. 6-73
Il numero monografico della rivista è dedicato al tema dell’integrazione nelle nostre scuole, di cui intende fare il punto, esponendo nella prima parte intitolata “A che punto è l’educazione interculturale?” diverse esperienze, oltre che materiali di studio sul razzismo. Nella seconda parte troviamo il dossier “La scuola deve parlare della razze?”, che analizza l’esperienza negli USA, paese che da molto più tempo si interroga sul modo corretto di parlare di razza e identità.

imagesAnna Granata, La ricerca dell’altro. Prospettive di pedagogia interculturale, Carocci, Roma, 2018, pp. 185
Il libro ripercorre le diverse fasi del dibattito internazionale sul tema in questione e propone in particolare tre vie, complementari e sinergiche, per rinnovare la ricerca in pedagogia interculturale: interrogare i classici della pedagogia con nuove domande inerenti le sfide del tempo presente; confrontarsi con ricercatori di discipline diverse, incrociando metodi e linguaggi attorno a temi complessi; allestire una relazione dialogica con le persone nei contesti di pluralismo quotidiano, quali la scuola, gli ambienti educativi e di socializzazione. Anna Granata è ricercatrice in Pedagogia presso il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’educazione dell’Università di Torino.
Collocazione Biblioteca: 18237

A cura di Maurizio Bergamaschi, Valeria Piro, Processi di territorializzazione e flussi migratori, in Sociologia urbana e rurale, a. 40, n. 117 (2018), pp. 7-116
Si segnala in particolare l’articolo “Interstizi scolastici: la prossimità residenza-scuola fra gli alunni di origine immigrata a Bologna”, di Federica Santangelo, Giancarlo Gasperoni e Debora Mantovani.

Alberta Giorgi, Maria Chiara Giorda, Scuole confessionali in Italia: il caso delle scuole musulmane, in Mondi migranti, n. 3 (2017), pp. 201-217
Il contributo presenta un approfondimento sulle scuole di ispirazione islamica in Italia. Dopo un’analisi dei dati relativi agli alunni stranieri e alle differenze religiose a scuola, le autrici prendono in esame lo statuto giuridico delle scuole islamiche in Italia e danno conto dello sguardo mediatico e dell’allarme pubblico intorno a questi istituti. Nella seconda parte del lavoro le autrici presentano i risultati di una prima mappatura delle scuole islamiche in Italia e discutono i risultati della ricerca.

copertina-n.-313_piccolaLuca Fossarello, Agnese Calò, Selenia Serafino, Accogliere giovani vite in fuga. Quale lavoro con i minori stranieri non accompagnati?, in Animazione Sociale, a. 43, n. 313 (2017), pp. 96-104
L’immigrazione di minori non accompagnati è in costante aumento negli ultimi anni. Ciò comporta problemi fra cura e controllo. Vi è la presa in carico sanitaria, l’accertamento dell’età, l’iter amministrativo. Si pongono problemi di costruzione di piani individuali, prevenzione di situazioni illegali, inserimento scolastico e lavorativo, attivazione di risorse locali fra cui anche il volontariato. L’articolo rende conto dell’esperienza del progetto Fami/Home, recepito da vari centri di accoglienza, fra cui quello di San Mauro Torinese, di cui qui si parla.

A cura di Laura Faranda, “Non uno di meno”. Diari minimi per un’antropologia della mediazione scolastica, vol. 1, Armando, Roma, 2018, pp. 221
L’integrazione di bambini stranieri nelle nostre scuole costituisce da più di un decennio un tema costante di discussione e di ridefinizione delle possibili strategie di intervento didattico e di mediazione culturale. I contributi raccolti in questo volume tentano di raccogliere le trame e dare voce ai traumi di memorie interrotte, di storie afone, di racconti mancati, discontinui, disarmonici, osservati, giorno dopo giorno, in quei luoghi del mondo infantile di cui la scuola diventa teatro. L’attraversamento antropologico di questi luoghi esemplari ha reso possibile la sfida dell’incontro, dilatandone le evidenze e aprendo scenari inconsueti per tutti quegli educatori e quegli insegnanti ancora sensibili alla qualità pedagogica dell’ascolto.
Collocazione Biblioteca: 18422

Irma Opipari, Educazione interculturale per una scuola multietnica, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli (CZ), 2018, pp. 69
Il libro raccoglie note di educazione e di pedagogia per la definizione di una proposta pedagogica interculturale, capace di affrontare la complessità dei problemi della scuola italiana che, ad ogni livello, si presenta multietnica e multiculturale. Da questo tipo di pedagogia interculturale devono venire proposte che ben si adattano, dando risposte concrete ed efficaci, per affrontare il grosso problema del crescente pluralismo etnico, linguistico e religioso, presente nelle classi di ogni tipo di scuola, da quella primaria a quella secondaria di primo e secondo grado.
Collocazione Biblioteca: 18420

transition-education-employment-young-roma-nine-eu-member-states-cover-en_0European Union Agency for Fundamental Rights (FRA), Transition from education to employment of young Roma in nine EU Member States, Luxembourg, FRA, 2018, pp. 44
In tutta l’Unione Europea, gli Stati Membri si trovano ad affrontare la sfida di integrare i gruppi minoritari europei più svantaggiati e privi dei diritti civili. Il presente rapporto presenta le conclusioni dell’Agenzia per i Diritti Fondamentali (FRA) in merito alle questioni dell’istruzione e dell’occupazione dei Rom in nove Stati dell’Unione Europea. L’analisi proposta esamina tre gruppi di Rom tra i 16 e i 24 anni: coloro che hanno intrapreso un percorso di formazione, coloro che sono occupati e quelli che non lavorano e non si formano. Incoraggiare la partecipazione dei Rom all’istruzione e all’occupazione fornisce alle comunità maggiori redditi, migliori opportunità di vita e maggiore integrazione sociale.

Fiorella Farinelli, La fuga bianca, in Rocca, a. 77, n. 2 (gen. 2018), pp. 27-29
Mentre i numeri della popolazione scolastica complessiva vanno diminuendo significativamente per effetto della sempre minore propensione riproduttiva degli italiani, aumenta invece la presenza negli istituti scolastici di ragazzi con background migratorio. In questo contesto si assiste, negli ultimi anni, ad una “fuga” delle famiglie più ricche dalle scuole con forte presenza di ragazzi più poveri. Una presenza che incute timore di contesti scolastici giudicati aprioristicamente come sfavorevoli ad un buon apprendimento. Il Politecnico di Milano ha effettuato un’indagine del fenomeno, analizzato sotto differenti aspetti.

Margherita Cardellini, Skin color discrimination among primary school children, in Maltrattamento e abuso all’infanzia, n. 3 (nov. 2018), Vol. 20, pp. 93-113
Nell’articolo vengono riportati alcuni dei risultati di un progetto di ricerca che ha cercato di comprendere come i bambini di scuola primaria parlassero di colori della pelle, rilevando eventuali pregiudizi e stereotipi. Il focus group e stato scelto come strumento di ricerca per stimolare la dimensione gruppale e l’interazione e sono state raccolte diverse testimonianze di episodi di discriminazione all’interno della classe e della scuola. I risultati dello studio suggeriscono la promozione di una prospettiva educativa interculturale capace di includere un obiettivo antirazzista, nella convinzione che la pluralità possa davvero essere elemento di potenziale arricchimento umano, partendo proprio dai bambini.

f22a14d5-c748-4148-b89d-e5a77c1935b8_largeDaniele Biella … [et al.], Con altri occhi. Incontri nelle scuole dialogando di migrazioni, Aeris Cooperativa Sociale, Vimercate (Monza), 2018, pp. 167
Il testo è parte dell’omonima iniziativa Con altri occhi, progettata e realizzata da Aeris Cooperativa Sociale di Vimercate. Il libro, portando il lettore nelle classi, racconta come sia possibile guardare l’altro con altri occhi pur rimanendo se stessi. Un viaggio, che attraverso un linguaggio semplice e spontaneo, comprensibile sia ai bambini che agli adulti, racconta come il tema delle migrazioni sia in grado di unire adulti e ragazzi, dalla scuola alla vita quotidiana affinché si possa, insieme, giungere a una maggiore consapevolezza, in una logica di incontro, rispetto e integrazione, favorendo la diffusione di una cultura di solidarietà, accettazione e comprensione delle diversità.
Collocazione biblioteca: 18229

Alessandro Tolomelli … [et al.], Pratica teatrale interculturale, in Educazione interculturale, n. 2 (nov. 2017) – on line, vol. 15, pp. 1-138
Questo numero della rivista è incentrato sull’attività educativa teatrale in una prospettiva interculturale. Il teatro nasce come un’esperienza di «valicamento», tra divino e umano, tra fisico e immateriale, tra memoria e oblio, non per fissare le identità, ma per rappresentarle come divenire. Il teatro infatti è strutturalmente e atavicamente una zona franca, un luogo d’incontro. Ci si è chiesti quali siano i tratti di un teatro inclusivo e, ancor più, di un teatro che persegue l’obiettivo dell’inclusione/inclusività, attivando processi educativi. Negli articoli di questo numero vengono indicate alcune pratiche e alcuni pensieri che illustrano come il teatro possa rappresentare una soglia extra-ordinaria, uno sconfinamento dentro la tessitura della vita quotidiana, il luogo proprio dove può darsi l’essere-in-comune, dove l’eventualità della comunità diventa attualità. In questo senso si riscontra un’analogia strutturale fra il teatro e la pedagogia interculturale. Tra le esperienze qui presentate e attuate con bambini e adolescenti in diverse parti del mondo, troviamo laboratori di teatro orientale, psicodramma moreniano e teatro dell’oppresso.

Mariangela Giusti, Teorie e metodi di pedagogia interculturale, Laterza, Bari-Roma, 2017, pp. 188
La pedagogia interculturale è strettamente collegata ai flussi migratori odierni. E’ la scuola per prima, infatti, a fare fronte ai grandi cambiamenti della popolazione scolastica dotandosi di strumenti per accogliere adeguatamente i ragazzi con patrimoni culturali e linguistici ricchi e diversi. A questo fine, l’autrice fornisce il nuovo quadro teorico della pedagogia interculturale e al contempo propone laboratori e metodi di didattica interculturali che docenti ed educatori possono utilmente adottare nel loro lavoro in classe. Mariangela Giusti è professore associato di Pedagogia interculturale all’Università di Milano-Bicocca.
Collocazione Biblioteca: 18319

downloadDomenico Razzini, L’insegnante, la formazione, l’alterità. Pratiche, condizioni, valori per un’educazione interculturale, Erickson, Trento,  2017, pp. 210
Quali sono i riferimenti pratici, gnoseologici e assiologici da individuare per gli insegnanti impegnati nelle odierne classi globali? Muovendo dalla critica a un modo di “fare scuola” che continua a utilizzare quasi esclusivamente approcci di tipo trasmissivo, l’autore ne sottolinea alcuni limiti. Intese le persone come culture, ovvero universi semantici in grado di elaborare idee, sviluppare progetti e realizzare prodotti, qualunque percorso educativo-didattico rivela una sua intrinseca inter-culturalità. Tuttavia, è necessario che l’intercultura sia alimentata da esperienze comunicate e condivise, in una parola, che sia democratica. Domenico Razzini è Dottore di ricerca in Relazioni e Processi Interculturali presso l’Università del Molise.
Collocazione Biblioteca: 18222

A cura di Sara Zandrini ; Caritas Ambrosiana, Buon viaggio a tutti noi. Riflessioni e proposte sulle migrazioni per vincere le paure, Franco Angeli, Milano, 2017, pp. 95
Questo libro nasce dalla consapevolezza della Caritas Ambrosiana di avere, ormai da tanti anni, un osservatorio privilegiato sul fenomeno migratorio grazie a incontri, accoglienze, progetti fatti con migliaia di migranti stranieri, e alla raccolta e analisi dei dati corrispondenti. Il testo evidenzia gli elementi di criticità e preoccupazione che si riscontrano operando, e finalizza l’osservazione critica alla proposta di cambiamento. Il libro affronta diversi temi legati all’immigrazione: i permessi di soggiorno, l’ingresso per motivi di lavoro, la protezione internazionale, i corridoi umanitari, l’irregolarità e le espulsioni, l’irregolarità di ritorno, i minori migranti non accompagnati, la tratta e lo sfruttamento sessuale, il ritorno in patria, i servizi nei sistemi di accoglienza, l’inserimento lavorativo, l’inserimento scolastico.
Collocazione Biblioteca: 18121

Roberto Bortone, La scolarizzazione dei minori rom in Italia: criticità e buone pratiche, in La Rivista di Servizio Sociale, a. 56, n.2 (dic. 2016), pp. 10-27
L’autore espone i dati di una ricerca circa la scolarizzazione della popolazione rom in Italia. Emergono diverse situazioni di difficoltà: nomadismo, difficoltà burocratiche, incompetenze territoriali, ostacolo da parte della popolazione residente, problematiche economiche e abitative, forme di segregazione scolastica, assenza di preparazione nei confronti della cultura rom, persistenza di pregiudizi, carenza di educazione prescolare nei rom, scarsa alfabetizzazione dei genitori, difficoltà linguistiche, difficoltà didattiche dimostrate dai minori rom.

MM-2-2017A cura di Giuseppe Sciortino, Integrazione sociale e reti interpersonali della popolazione straniera in Italia, in Mondi migranti, n. 2 (2017), pp. 23-146
Gli interventi che compongono la presente monografia analizzano la popolazione straniera in Italia dal punto di vista delle relazioni personali sviluppate dagli immigrati nel corso del loro processo di insediamento sul territorio, attraverso la costruzione e sviluppo delle loro comunità. Tutti gli interventi utilizzano banche-dati di grandi dimensioni, capaci di sostenere analisi statistiche sufficientemente robuste da permettere di esplorare processi sinora discussi in termini prevalentemente aneddotici. Si segnala in particolare l’articolo: “Reti sociali e performance scolastica. L’effetto del gruppo dei pari sull’apprendimento scolastico nelle classi con studenti stranieri” di Ivano Bison.

Simona Savelli, Paesaggi educativi a Oriente. Come colonialismo, nazionalismi e Islam hanno influenzato e influenzano l’educazione nel mondo arabo, in Orientamenti pedagogici, n. 3 (lug.-set. 2017), vol. 64, pp. 527-555
Questo breve saggio approfondisce le dinamiche in atto nel mondo arabo, nella convinzione che in tanta parte di esse l’educazione stia giocando un ruolo fondamentale. Fin dall’inizio appare evidente come, in tali dinamiche, componenti sociali e culturali siano intimamente legati a fattori economici e politici, e come la definizione stessa di un territorio non possa che avvenire in base alla prospettiva utilizzata dall’osservatore. Per addentrarsi nei relativi paesaggi educativi viene utilizzato un filo conduttore che prende in analisi dapprima lo sviluppo dei sistemi di istruzione coloniali, poi nazionali pubblici e privati, negli stati che per vicinanza storica e geografica possono essere considerati prossimi (Tunisia, Algeria, Marocco). Lo studio si concentra poi sulla controversa questione religiosa, per chiedersi quale ruolo abbia assunto la religione islamica nel mondo arabo nella storia recente. Infine si seguono le tracce dell’attualità indagando le mosse dell’università egiziana di Al-Azhar che, con la sua moschea, è considerata attualmente un punto di riferimento in materia.

Elisabetta Perone, Per restare o per tornare? Studiare in Italia in tempo di crisi, in Mondi migranti, n. 1 (2017), pp. 155-181
Il contributo, sulla base di un insieme di biografie di giovani di origine straniera residenti in Campania, riflette sul valore dell’istruzione in tempo di crisi. Analizzando, in particolare, le parti delle narrative che si sono incentrate sulle prospettive future, con particolare riferimento alle aspettative di inserimento nel mercato del lavoro, l’autore indaga la relazione tra titolo di studio conseguito in Italia e il progetto migratorio di ritorno.

COP_Per-un-approccio-interculturale-nelle-professioni-sociali_590-1345-7Margalit Cohen-Emerique, Per un approccio interculturale nelle professioni sociali e educative. Dagli inquadramenti teorici alle modalità operative, Erickson, Trento, 2017, pp. 474
Il libro affronta sul piano teorico e pratico le problematiche che caratterizzano il lavoro nelle professioni sociali ed educative di fronte ai migranti. L’approccio interculturale viene visto nei suoi vari aspetti come la famiglia, la scuola, il lavoro, la religione, il razzismo, l’integrazione, i maltrattamenti verso i minori, la ricerca di nuove prospettive. L’autrice, studiosa di metodi dell’intercultura, propone quindi degli inquadramenti teorici e delle modalità operative innovative per superare gli ostacoli che si incontrano nella relazione con i migranti.
Collocazione Biblioteca: 17860

Mauro Sabadini, Risvolti psicologici nei processi interculturali. Il possibile ruolo della psicologia nella prospettiva interculturale dell’inclusione, in Educazione interculturale n. 1 (mag. 2017) – on line, vol. 15, pp.1-13
L’autore, insegnante di scuola dell’infanzia ed esperto nelle tematiche dell’interculturalità, partendo da una ricerca su pratiche e teorie interculturali in alcune scuole dell’infanzia, propone alcune riflessioni sul ruolo della psicologia, in particolare sociale e delle decisioni, nel dibattito interculturale.

Carla Menegolli, La strategia della scuola Gandhi, in Zingari Oggi, n. 1 (gen.-feb. 2017), pp. 18-19
L’articolo racconta l’esperienza della scuola superiore Gandhi di Budapest, un istututo Rom dove gli studenti sono per la maggior parte zingari. Nel rispetto dei valori e delle tradizioni della loro comunità, fondamentali per una realizzazione futura, i giovani hanno ricevuto un’educazione e formazione che ha loro permesso di inserirsi nel mondo del lavoro e diventare a loro volta insegnanti.

A cura di Maurizio Gentile,Tiziana Chiappelli, Intercultura e inclusione. Il cooperative Learning nella classe plurilingue, Franco Angeli, Milano, 2016, pp. 269
Il volume offre un quadro teorico, numerose evidenze e una serie di spunti per operare in una classe plurilingue e multiculturale, offrendo a insegnanti, educatori ed esperti strumenti coerenti con la visione di “una scuola di tutti e di ciascuno”.

31ZV8Sth3XLLaura Zanfrini, Introduzione alla sociologia delle migrazioni, Laterza, Roma, 2016, pp. 274
L’immigrazione sta modificando strutturalmente il nostro continente, la sua composizione demografica, la sua economia, la sua stessa identità, al punto che è impossibile pensare all’Europa senza fare i conti con questo fenomeno. Attraverso un’accurata selezione di teorie e ricerche prodotte dalle scienze sociali, questo manuale aiuta a comprendere il fenomeno della mobilità umana contemporanea, soffermandosi in particolare sulle sfide in atto. Dalla gestione delle migrazioni per ragioni umanitarie, alle questioni politiche sollevate dall’insediamento permanente di comunità immigrate e minoranze religiose; dal problema dello svantaggio di cui spesso sono vittime i migranti alle prospettive di valorizzazione della ‘diversità’ per lo sviluppo dell’Europa. L’autrice è docente di sociologia delle migrazioni e della convivenza interetnica. Non sono ammesse le fotocopie.
Collocazione Biblioteca: 17927

Giuseppe Mantovani, Costruire testi interculturali, in La ricerca, a. 4, n. 11 (nov. 2016), pp. 10-14
L’autore, psicologo ed esperto di intercultura, si interroga su quale cultura debba essere trasmessa a scuola e su come si possa evitare l’etnocentrismo, riuscendo a far vedere il mondo anche con gli occhi degli “altri.

Francesca Mazzei, «Bambini come noi». Esilio e infanzia negata?, in Educazione interculturale, n.3 (ott. 2016) – on line, vol. 14, pp. 3
Il seguente articolo descrive una proposta di progetto, rivolta alla conoscenza di storie e percorsi di bambini stranieri immigrati e/o profughi nel nostro Paese, degli aspetti geo-storici dei loro Paesi di residenza e/o di provenienza, e insieme allo studio di soluzioni possibili alle situazioni di difficoltà in cui vivono. Il progetto “Bambini come noi”coinvolge tre Paesi: Eritrea, Palestina e Italia (nonché il luogo in cui sarà situata la scuola interessata). Si propone come un percorso di educazione alla pace, da svolgersi con semplicità intorno ad alcune tappe: esame di eventi storici, conoscenza di rapporti statistici attuali, anche locali, ascolto di testimonianze dirette e visione di materiali raccolti e/o realizzati nei Paesi presi in esame.

coverA cura di Graziella Favaro, Monica Napoli, Almeno una stella. Un progetto di tutoraggio per gli adolescenti immigrati, Franco Angeli, Milano, 2016, pp. 202
Il progetto “Almeno una stella” ha organizzato una rete di accoglienza e di accompagnamento per gli adolescenti neoarrivati, prevedendo azioni dedicate e di qualità per l’apprendimento della lingua e l’aiuto allo studio, per sostenere il momento dell’orientamento e la fase di passaggio dalla scuola secondaria di primo a quella di secondo grado, per far conoscere e abitare la città e i suoi luoghi di aggregazione. È stato sperimentato per due anni in sei diversi territori: a Milano (città capofila), Torino, Bologna, Arezzo, nella provincia di Trento, in Friuli. Il tutoraggio si è rivelato fortemente generativo e fecondo e ha prodotto cambiamenti importanti e profondi, sia in coloro che sono stati accompagnati, sia in chi ha accompagnato. Il testo racconta il progetto e le sue declinazioni locali; traccia il ritratto degli adolescenti stranieri, i loro aspetti di vulnerabilità e di riuscita; presenta i diversi stili di essere tutor. Propone inoltre un vademecum operativo per coloro che vorranno sperimentare il dispositivo del tutoraggio a scuola e nella città.

Mariagrazia Santagati, Vinicio Ongini, Alunni con cittadinanza non italiana. La scuola multiculturale nei contesti locali. Rapporto nazionale. A.s. 2014/2015, Fondazione ISMU, Milano, 2016, pp. 184
Il rapporto, a cura del gruppo di lavoro composto dai ricercatori della Fondazione ISMU e dai rappresentanti del MIUR, si propone di approfondire con analisi statistiche puntuali i diversi aspetti di una realtà sempre più stabile e strutturale: la presenza nelle nostre scuole di alunni e studenti di origine non italiana, nati e cresciuti in Italia o di recente immigrazione. Quest’anno il rapporto si concentra in particolare sulle differenze territoriali e le caratteristiche degli alunni e delle istituzioni scolastiche che si collocano nelle diverse regioni, province e comuni italiani. Il volume si articola in due parti. La prima parte si propone di descrivere le trasformazioni della scuola italiana la quale, sin dai primi flussi di immigrazione, si è costituita come “scuola comune” per gli alunni autoctoni e per i figli degli immigrati. La seconda parte contiene tre approfondimenti: una riflessione puntuale sulla scuola dell’infanzia; alcuni esiti di una recente indagine dell’Istat sulle seconde generazioni e un quadro relativo ai riferimenti normativi nazionali che hanno gradualmente definito il tema dell’integrazione degli alunni stranieri e dell’educazione. Il rapporto si completa, infine, con tre specifici approfondimenti che compongono la seconda parte: una riflessione puntuale sulla scuola dell’infanzia; alcuni esiti di una recente indagine dell’Istat sulle seconde generazioni e un quadro relativo ai riferimenti normativi nazionali che hanno gradualmente definito il tema dell’integrazione degli alunni stranieri e dell’educazione

Flavia Virgilio, Il curricolo dalla parte delle radici. Partire dagli studenti per costruire cittadinanza, in Educazione interculturale, n.1 (gen. 2016) – on line, pp. 9
Il testo illustra e discute due esperienze di lavoro di progettazione curricolare in una scuola secondaria di primo grado che, partendo da problemi concreti di gestione delle classi e valorizzando le competenze informali degli allievi, hanno consentito la promozione di competenze trasversali di cittadinanza e di competenze specifiche legate all’area dei linguaggi e delle tecnologie. Gli obiettivi che ci si è posti riguardano l’individuazione di criteri di riconoscibilità nel lavoro scolastico e nella progettazione curricolare di competenze maturate dagli allievi in ambito informale. La metodologia utilizzata nell’attività è stata la ricerca- azione. Le tecniche di rilevazione impiegate sono state molteplici e vanno dall’osservazione partecipante alle produzioni testuali e visuali dei ragazzi. L’autrice è collaboratrice di ricerca e docente all’Università di Udine, si occupa di processi migratori, cittadinanza e educazione in una prospettiva interdisciplinare tra Antropologia e Pedagogia sociale.

locandinaJonas Carpignano, A Ciambra, film drammatico, Italia, Brasile, Francia, Germania, 2017, 120′
Pio, 14 anni, vive nella piccolo comunità Rom denominata A Ciambra in Calabria. Beve, fuma ed è uno dei pochi che siano in relazione con tutte le realtà presenti in zona: gli italiani, gli africani e i suoi consanguinei Rom. Pio segue e ammira il fratello maggiore Cosimo e da lui apprende gli elementi basilari del furto. Quando Cosimo e il padre vengono arrestati tocca a Pio il ruolo del capofamiglia precoce che deve provvedere al sostentamento della numerosa famiglia. Osservato con uno sguardo lucido ed esterno, A Ciambra si presenta come un efficace e partecipe ritratto di un mondo che molti preferiscono non conoscere e disprezzare.
Collocazione biblioteca: 03D53

Lucas Belvaux, A casa nostra, film drammatico, Francia, Belgio, 2017, 113′
Pauline Duhez è la candidata perfetta: è un’infermiera della zona di Pas de Calais gentile con tutti, anche con i musulmani, è figlia di un militante comunista e tutti la amano. Inoltre il dottore e politico Philippe Berthier la conosce bene ed è determinato a convincerla ad accettare di partecipare alle prossime elezioni per il RNP, che è solo un altro modo per dire Front National. Anche la leader del partito, la combattiva Agnès Dorgelle, ritiene che sia la candidata perfetta, ma sorge un problema quando Pauline si innamora di Stéphane, detto Stanko, insegnante di calcio di suo figlio. Stanko conduce infatti una doppia vita, ben nota a Berthier, perché la notte partecipa ad azioni punitiva insieme alla sua squadraccia xenofoba. Rappresenta dunque l’immagine da cui il RNP cerca con tutte le proprie forze di ripulirsi, preferendo alle azioni violente la campagna di notizie fasulle e virulente in rete, in cui si lancia il figlio di un’amica di Pauline. Qui sta la forza del film: nel raccontare come anche una persona perbene, cresciuta con valori progressisti, possa facilmente scivolare nelle maglie di una retorica suadente, che ha attentamente rimosso le parole più incendiarie.
Collocazione biblioteca: 03D50

ius-soli-identita-1

di Mario Biani